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ALIMENTAZIONELatte sì, latte no. I pro e i contro di un alimento semplice

04.07.11 - 08:39
Latte sì, latte no. I pro e i contro di un alimento semplice

Il latte è il nostro primo alimento ed è considerato normale che si assuma anche nelle fasi successive allo svezzamento e alla crescita. Dunque tutto bene? Non proprio: da molto tempo esistono pareri discordi sul suo effetto realmente benefico. Ed è recente la notizia controversa delle vacche cinesi che producono latte umano.
Gli scienziati della China Agricultural University hanno modificato geneticamente 300 mucche per creare un latte con proteine umane come il lisozima, che protegge i neonati dalle infezioni, o la lattoferrina che rafforza il sistema immunitario. Nel prossimo futuro il latte potrebbe non essere quel semplice alimento che tutti conosciamo.

Vediamone i pro e i contro.

PRO
Si tratta di uno degli alimenti più completi ed equilibrati, particolarmente ricco di proteine (caseina, lattoalbumina e lattoglobulina), zuccheri semplici (lattosio e glucosio), grassi (limitati al 3-4%), sali minerali (calcio e fosforo) e vitamine.
Il latte è uno degli alimenti più disponibili, pratici e a basso costo che si trovino in commercio. Il suo sapore è generalmente amato e ben tollerato. Il latte svizzero è in particolare uno dei prodotti di eccellenza per il suo ottimo gusto e perché apporta un contenuto maggiore di nutrienti.

CONTRO
La digeribilità e l’assmilazione dei nutrienti che compongono il latte varia molto da soggetto a soggetto. L’elemento che provoca maggiori problemi è il lattosio (uno zucchero presente attorno al 5-6 %), che può causare problemi di intolleranza che si manifestano generalmente con gonfiori (nella regione addominale) e difficoltà digestive (malassorbimento e diarrea). In genere si tratta di una bassa presenza della lattasi (enzima in grado di scomporre e rendere assorbibile il lattosio).
Il più noto nemico del latte è stato senza dubbio il dr. Benjamin Spock, pediatra americano scomparso nel 1998, che sosteneva come il latte vaccino facesse male, soprattutto in fase di crescita, perché potenzialmente responsabile di deficienze immunitarie, patologie (anemia, diabete, allergie e intolleranze) e persino di un limitato sviluppo cerebrale.
Nell’alimentazione di alcune popolazioni, non casualmente carenti dell’enzima lattasi e quindi intolleranti a tale alimento, il latte appare raramente. In Cina ad esempio il latte viene considerato una disgustosa secrezione ghiandolare da evitare, mentre altre culture hanno risolto il problema della scarsa digeribilità del lattosio contenuto nel latte facendo uso dei prodotti del latte inacidito (yogurt, ricotta, formaggio) in cui il lattosio viene fermentato e diventa così più digeribile.


CHE FARE?
Come con tutti gli alimenti, non si può ragionevolmente essere schierati pro o contro il latte. La personalizzazione della dieta, evitando gli eccessi, è fondamentale per promuovere il benessere e assicurare la salute al nostro corpo.
Per chi desidera bere il latte a qualsiasi età  ecco alcune semplici regole:

1. Scegliere latte parzialmente scremato o scremato
2. Non bollire il latte ma scaldarlo
3. Utilizzarlo solo in inverno e NON nei mesi caldi
4. Se è diverso tempo che non si assume, iniziare con piccole dosi e aumentarle poco alla volta
5. In presenza di difficoltà di assimilazione anche lievi, acquistare latte ad alta digeribilità (latte delattosato, più digeribile)
6. Non abbinarlo a biscotti o prodotti industrializzati
7. Ottimo come ingrediente base per frullati di frutta di stagione

Nota: in caso di intolleranza o allergia manifesta al latte optare per i sostitutivi da: riso, soya, avena o per il latte di capra.

Dr. Marco Ceriani

 


 

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