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11.03.2009 - 10:480
Aggiornamento : 24.11.2014 - 07:43

"Attenzione alla nuova droga dello stupro", ma la polizia smentisce

GINEVRA - E' nota come droga dello stupro. Sono numerosi i casi in cui le vittime di violenza sessuale raccontano di essere ridotte in stato di incoscienza dopo aver bevuto una bibita in locali pubblici e di essersi ritrovate, al loro risveglio in autovetture o appartamenti mai visti prima. Le donne vengono di fatto drogate con la scopolamina, un allucinogino, liquido, trasparente, che fa perdere ogni inibizione e la memoria.

Da qualche mese circola una e-mail in cui si racconta di un fatto avvenuto in una stazione di servizio di un luogo imprecisato. Nel testo si legge di un uomo che si avvicina a una signora mentre fa il pieno alla sua auto. Lo sconosciuto le consegna un biglietto da visita, spiegandole di essere un imbianchino. La donna prende in mano il biglietto senza farci troppo caso e saluta lo sconosciuto, che se ne va a bordo di un'auto guidata da un'altro signore. La storia ha tutti i contorni di un giallo. La donna comincia a stare male, si sente confusa e stordita e fa fatica a respirare. Dalla sua mano, la stessa mano che ha afferrato il biglietto da visita, proviene uno strano odore. Lei intanto, dal finestrino della sua auto nota che dietro di lei ci sono degli uomini che la seguono. La donna si sente in pericolo, si ferma nel primo parcheggio e comincia a suonare il claxon a più non posso per cercare aiuto. Gli uomini fuggono, mentre lei continua a stare male.

Dopo molti minuti la donna si riprende e comincia a respirare normalmente. L'effetto della sostanza di cui il bigliettino era intriso aveva perso la sua efficacia. Questa sostanza, un particolare tipo di droga, considerata più pericolosa delle normali droghe o sonniferi si chiama Burundanga. Sempre nella e-mail si legge che essa è trasmissibile su semplici carte e si invita a rifiutare ogni genere di biglietti simili a quelli dati alla donna nell'area di sosta.

Nell'e-mail Si raccomanda inoltre di restare vigili sul fatto che ci sono uomini che fanno visite a domicilio lasciando i biglietti nella buca delle lettere o sotto la porta, restando in zona per poi aggredire le vittime. Questo messaggio circola molto rapidamente, anche perché a fine testo si invita a tutti coloro che ricevono l'email di inoltrarla a tutti i contatti a disposizione. 

In fondo poi un indirizzo di polizia al quale rivolgersi, la gendarmeria di Ginevra, in rue de Berne numero 6 con tanto di numero di telefono e nome dell'agente di polizia di riferimento. Il poliziotto ginevrino De Freixo Toni, raggiunto telefonicamente, smentisce i fatti descritti nell'email e spiega: "Si tratta di un'email finta, un'informazione falsa che sta circolando". La firma recante il mio nome - ha spiegato De Freixo - è partita a causa di un errore che si è verificato".

Del contenuto poi dell'email, l'agente De Freixo ha assicurato che "il fatto non è mai accaduto e a noi non sono arrivate segnalazioni del genere". In tutti i casi la droga chiamata Burundanga "esiste, ma non in Europa". Secondo le informazioni a disposizione della polizia ginevrina la sostanza non è presente nel Vecchio Continente.

p.d'a.

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