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People
05.09.2008 - 18:120
Aggiornamento : 20.11.2014 - 16:16

Salute: medici italiani 'cavie' sull'Everest contro malattie da ipossia

Milano, 5 set. (Adnkronos Salute) - Passa dall'Everest l'ultima frontiera della lotta a malattie sempre più diffuse come scompenso cardiaco, ipertensione e obesità. Per studiare i legami fra questi killer della salute e la carenza di ossigeno a disposizione dei tessuti, i medici dell'Istituto auxologico italiano si presteranno al ruolo di 'cavia' sperimentando sulla propria pelle gli effetti dell'ipossia ad alta quota. E' il progetto Highcare, promosso dall'Irccs meneghino e dall'università degli Studi di Milano Bicocca e presentato oggi nel capoluogo lombardo.

Una cordata di 46 persone fra camici bianchi, neuropsicologi, bioingegneri e alpinisti sfiderà a scopo di ricerca il gigante himalayano, armata di farmaci e tecnologie super-avanzate. La missione, sostenuta da numerosi sponsor per un valore complessivo intorno a un milione di euro, partirà il 9 settembre. "Non si tratta di una spedizione sportiva", spiega Alberto Zanchetti, direttore scientifico dell'Istituto auxologico italiano. "E nemmeno di una vacanza in quota", sorride Gianfranco Parati, primario di cardiologia all'Auxologico e ricercatore-capo del progetto. L'obiettivo, precisa, è "approfondire gli effetti acuti e prolungati dell'ipossia ipobarica (la carenza di ossigeno dovuta all'abbassamento della pressione atmosferica), e valutare l'efficacia di manovre correttive" farmacologiche (somministrazione di telmisartan) e non (ventilazione meccanica e respiro lento controllato). Il tutto attrezzando veri e propri laboratori scientifici in miniatura a varie altezze sul livello del mare, da 2.600 a 6.400 metri.

Dai bidoni di azoto liquido alla camera iperbarica per le emergenze; dalla farmacia da viaggio alla canotta intelligente con elettrodi per monitorare i parametri vitali, fino alle tende da campo per i 10 alpinisti che tenteranno di scalare l'Everest fino alla sua cima a 8.850 metri: questi solo alcuni 'ingredienti' del kit di sopravvivenza e ricerca che i protagonisti di Highcare porteranno con sé. "A spalla di yak e sherpa - puntualizzano - e con l'aiuto di vecchi elicotteri russi". Dopo lo stop delle autorità cinesi, che non hanno concesso all'equipe italiana il 'lasciapassare' per la scalata dell'Everest dal versante tibetano, Parati e i suoi ci riprovano ora via Nepal. "Affrontiamo l'impresa dal versante più duro e sarà un'avventura alla Indiana Jones", assicurano con orgoglio dall'Auxologico. Che anche con questa missione festeggerà i 50 anni dalla fondazione, insieme all'università Bicocca giunta al suo decimo 'compleanno'.

Il sogno del gruppo è ambizioso. "Lo studio dell'ipossia ad alta quota - sottolinea infatti Parati - è importante non solo perché permette di comprendere meglio i meccanismi alla base del cosiddetto 'mal di montagna' (cefalea, nausea, vomito, debolezza, inappetenza e disturbi del sonno), ma anche perché potrebbe servire da modello per esplorare la fisiopatologia di alcune malattie connesse con l'ipossia", ripete. Fra queste anche l'infarto, l'ictus e le apnee notturne. E persino l'obesità grave: "Anch'essa potrebbe essere collegata all'ipossia", dice Parati, perché le cellule adipose, accumulandosi, 'soffocano' lo sviluppo dei capillari incaricati di ossigenare i tessuti.

I 46 volontari reclutati per il progetto Highcare, metà uomini e metà donne, 18-65enni e perfettamente sani, affronteranno sull'Everest livelli di difficoltà diversi. Tutti arriveranno a 6.400 metri di altezza, sottoponendosi a monitoraggio 24 ore su 24 e alla valutazione di interventi anti-ipossia, ma solo i 10 alpinisti esperti proseguiranno fino alla punta più alta della cima. La maggior parte rientrerà in Italia tra un mese, mentre il manipolo di 'professionisti della montagna' tornerà fra due. "La spedizione - ricorda Zanchetti - si inserisce in un filone di ricerca che l'Istituto auxologico italiano ha intrapreso da tempo", con una serie di missioni sul Monte Rosa o nella camera iperbarica dell'aeronautica a Pratica di Mare, Lazio.

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