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15.07.2008 - 19:310
Aggiornamento : 20.11.2014 - 07:07

Salute: 50% italiani con alitosi, colpa di cattiva igiene e non di digestione

Roma, 15 lug. (Adnkronos Salute) - Il 50% degli italiani soffre di alitosi. Con disappunto dell'altra metà del Paese. Ma, contrariamente a quanto si crede, il disturbo difficilmente è provocato da problemi di digestione. La causa più comune dell'alito pesante è invece la cattiva pulizia della bocca, e la placca sui denti. Oltre al consumo di alcuni cibi come aglio o cipolla, il fumo e l'assunzione di alcolici che possono contribuire ad avere un alito dall'odore sgradevole. "Esistono diversi tipi di alitosi - spiega Domenico Monda, odontoiatra di Napoli - quella transitoria si manifesta solo in alcuni momenti della giornata, ed è sostanzialmente un fenomeno fisiologico. Quando invece è persistente ha tra le cause principali patologie del cavo orale o sistemiche e, cosa più grave, può avere effetti anche sulla psiche". "La costante paura di avere un alito maleodorante - continua l'esperto - diviene infatti uno stato patologico e prende il nome di pseudoalitosi o alitofobia".

Combattere l'alitosi transitoria è molto semplice, ed è sufficiente prestare attenzione alla cura dell'igiene orale. "Basta seguire pochi consigli - continua Monda - lavare i denti tutti i giorni, utilizzare il filo interdentale per pulire gli interstizi tra un dente e l'altro senza tralasciare la pulizia della lingua. Una particolare attenzione va data allo spazzolamento della lingua e all'uso dei collutori in maniera selettiva. Utilizzate anche i rimedi naturali.

Dopo i pasti masticate un rametto di prezzemolo, o un po' di semi di cardamomo - conclude l'odontoiatra - che hanno anche il vantaggio di combattere le carie". Se invece nonostante l'applicazione delle norme igieniche per la pulizia della bocca l'alito continua a essere cattivo, allora è bene farsi visitare da un dentista. "A questo punto - continua Monda - è infatti necessario sottoporsi a un'anamnesi completa e scrupolosa per identificare la patologia di cui si è affetti".

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