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28.11.2005 - 18:000
Aggiornamento : 15.10.2014 - 09:01

Cervello: lo studio, ‘fotografarne’ l’attività per diagnosticare fobia sociale

Roma, 28 nov. (Adnkronos Salute) - Fotografare l’attività del cervello per diagnosticare la fobia sociale e non solo. Monitorare l’attività cerebrale, infatti, potrebbe anche aiutare a misurare l’efficacia di trattamenti farmacologici e psicologici per questa patologia, la più diffusa tra i disturbi d’ansia e la terza, dopo depressione e dipendenza da alcol, nella sfera dei problemi psichiatrici. A rivelarlo è uno studio pubblicato su ‘Biological Psychiatry’ e condotto da un team internazionale di ricercatori. Gli studiosi, sottoponendo i pazienti a risonanza magnetica, hanno potuto osservare che un’area del cervello denominata Amigdala, una sorta di centro cerebrale delle emozioni, diventava iperattiva quando i pazienti guardavano facce minacciose, corrucciate, arrabbiate, disgustate o spaventate. E l’aumento dell’attività si accompagnava a un incremento dei sintomi di fobia sociale. “I nostri risultati - sottolinea Pradeep Nathan della Monash University, tra gli studiosi a capo della ricerca - suggeriscono che monitorare l’attività di quest’area cerebrale può non solo fungere da indicatore del livello di severità di questa patologia, ma anche essere utilizzato come vero e proprio ‘misuratore’ dell’efficacia dei trattamenti cui sottoponiamo i pazienti”. (Ile/Adnkronos Salute)


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