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"Mamera" in finale al Premio Luchetta

Il podcast di Taty Rossi è in gara nella categoria "Radiofonia" del premio giornalistico internazionale
"Mamera" in finale al Premio Luchetta
ASSOCIAZIONE REC
Fonte Ats Ans
"Mamera" in finale al Premio Luchetta
Il podcast di Taty Rossi è in gara nella categoria "Radiofonia" del premio giornalistico internazionale

LUGANO - Il podcast "Mamera - La storia nascosta degli Jenisch" di Taty Rossi, prodotto dalla ticinese Associazione REC, è fra i lavori finalisti del XXIII Premio giornalistico internazionale Marco Luchetta.

Per quest'anno, come di consueto, sono 7 le categorie in concorso (TV news, reportage, radiofonia, stampa italiana, stampa internazionale, fotografia e rotta balcanica) e 3 i servizi selezionati per ciascuna tra i 120 lavori valutati dalla giuria. Attenzione e sensibilità per l'infanzia, esperienza e professionalità sono i criteri della selezione che ogni anno individua la rosa di 21 tra reportage e scatti.

Fra i tre finalisti nella categoria "Radiofonia" vi è anche il contributo di Taty Rossi "Mamera - La storia nascosta degli Jenisch", presentato in anteprima lo scorso anno al Film Festival Diritti Umani di Lugano.

Scritto da Rossi, nata in Italia da genitori eritrei e residente in Ticino, il podcast prodotto dall'Associazione REC è stato montato dalla giovane regista ticinese Agnese Làposi. La serie indaga un capitolo poco conosciuto della storia elvetica, si legge sul sito dell'associazione.

Tra il 1926 e il 1973 l'opera assistenziale "Bambini della strada" della Fondazione Pro Juventute ha sottratto circa 600 bambini Jenisch ai loro genitori per collocarli in istituti, case di educazione e famiglie affidatarie, con l'intenzione di spezzare i legami famigliari e agevolarne l'assimilazione. La serie podcast, composta da sette episodi, fa luce su questo periodo oscuro della storia elvetica attraverso testimonianze e documenti.

I vincitori verranno annunciati a fine novembre.

Il Premio giornalistico Internazionale Marco Luchetta è stato istituito nel 2004, in memoria dei giornalisti Marco Luchetta, Alessandro Ota e Dario D’Angelo, della sede Rai di Trieste, uccisi a Mostar, in Bosnia, nel 1994 e in memoria di Miran Hrovatin, assassinato in Somalia assieme alla giornalista Ilaria Alpi. Il riconoscimentoè nato grazie alla Fondazione Luchetta Ota D'Angelo Hrovatin, che accoglie e cura bambini di tutto il mondo affetti da malattie non curabili nei loro paesi di origine.

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