iPad Pro M5: ha senso solo se andate “All-in”

Abbiamo testato il nuovo inPad Pro con processore M5 presentato a fine ottobre confermando le prime ipotesi ed innamorandoci di un dettaglio non proprio nuovo.
Abbiamo testato il nuovo inPad Pro con processore M5 presentato a fine ottobre confermando le prime ipotesi ed innamorandoci di un dettaglio non proprio nuovo.
SAVOSA - Dopo un mese o poco più dalla sua presentazione siamo pronti a consegnarvi la nostra recensione dell’iPad Pro con il nuovo processore M5. Abbiamo ricevuto il dispositivo per il test con un po’ di ritardo rispetto agli altri anni e ci siamo presi un po’ più di tempo per valutare a mente fredda questo nuovo dispositivo.
Grande o piccolo? Se state pensando di comprare un nuovo iPad, la scelta tra il modello da 11 pollici e quello da 13 pollici dipende principalmente dall’uso che ne farete. Per chi cerca un dispositivo molto mobile e non deve sostituire un laptop, l’iPad da 11 pollici, più leggero e facile da trasportare, soprattutto senza tastiera, è la scelta migliore. Se invece lo userete molto per scrivere, studiare e lavorare usando una tastiera e una penna (non necessariamente la Magic Keyboard e l’Apple Pencil Pro, che sono ottime ma costose), il modello da 13 pollici è la scelta migliore.
Dopo aver deciso la dimensione, dovete scegliere quanta memoria interna vi serve, e qui il discorso si amplia un poco.
M5 uguali, ma diversi - Apple offre modelli con 256 o 512 GB e modelli con 1 o 2 TB. I modelli con meno memoria hanno un processore M5 leggermente meno potente: nove cuori invece di dieci sulla CPU (tre ad alta prestazione invece di quattro e sei di efficienza) e 12 GB di RAM invece di 16 GB. GPU e Neural Engine, invece, sono identici. In questo modo Apple ha creato una sottocategoria all’interno dei modelli Pro che potremmo definire: “i finti pro”, dispositivi più adatti a coloro che per diverse ragioni preferiscono un modello Pro anche se a ben vedere non ne fanno un utilizzo realmente professionale e che, oggettivamente, si possono facilmente accontentare di soli 512 GB. I professionisti che usano software per la modellizzazione 3D, per il montaggio video o per l’elaborazione professionale di foto o audio, e che lavorano costantemente con file di grandi dimensioni dovrebbero preferire i modelli con più memoria. La differenza di prezzo di 400.- CHF per passare ad 1 TB (11 pollici: 1549.-; 13 pollici: 1849.- CHF) di memoria potrebbe essere giustificata soprattutto perché accompagnata da tutta la potenza ingabbiata nel nuovo M5.
Oltre alla CPU - Al primo sguardo i nuovi iPad sembrano molto simili a quelli precedenti, e in effetti lo sono: stesse dimensioni, stesso display Ultra Retina XDR ad alta (altissima) qualità con un doppio pannello OLED per immagini ultra brillanti, stesse fotocamere e stesso sistema audio a quattro altoparlanti. Ci sono tuttavia alcune novità: la prima è il modem C1X disegnato a Cupertino che migliora del 50% la velocità di trasferimento via rete cellulare. La seconda è il processore l’N1 con Wi-Fi 7, Bluetooth 6, il protocollo Thread e una riduzione dei consumi del 30%.
Potenza al servizio dell’AI - Apple ha annunciato miglioramenti significativi nel rendering con Ray tracing, con risultati superiori del 55% rispetto ai precedenti M4, una transcodifica video più veloce del 25% e una capacità per l’AI video upscaling più che raddoppiata rispetto alla generazione precedente. Le grafiche comparative di Apple fanno spesso discutere perché spesso sono presentate senza valori numerici facilmente confrontabili. In questo caso, il confronto è con l’M4 e l’M1 dell’iPad Pro 2021 (forse perché il ciclo di aggiornamento è ormai di 4-5 anni?). Software terzi come Geekbench 6 ci hanno mostrato un +10% in Single Core e un +12% in Multi Core rispetto all’iPad Pro M4, e un +35% nel GPU Metal Score. Abbiamo sottoposto l’M5 anche a Geekbench AI, che misura le prestazioni di CPU, GPU e Neural Engine nei compiti di intelligenza artificiale scoprendo che CPU e Neural Engine migliorano del 10% circa, mentre la GPU raddoppia le prestazioni. Parte dei progressi è dovuta alla memoria unificata, migliorata grazie ad una larghezza di banda di memoria passata da 120 GB/s a 153 GB/s.
Se oggi questa potenza non è necessaria, nei prossimi anni, con la diffusione dell’IA nelle applicazioni quotidiane, sarà probabilmente sfruttata da un gruppo più ampio di utenti.
Irrinunciabile Nano Texture - L’avevamo già testata su uno schermo Studio Display, ma è su un dispositivo portatile che si scopre tutto il valore dello schermo con lo strato anti riflesso Nano Texture. La capacità di ridurre i riflessi delle luci non è cambiata, ma su un dispositivo portatile che viene usato in tante posizioni e luoghi differenti, anche all’aperto, diventa un valore aggiunto per nulla trascurabile. Ovviamente i riflessi non sono del tutto annullati, ma ci sembra che le foto che abbiamo allegato aiutino a dimostrare il nostro parere.
Quale scelgo? Se non ho le esigenze di un professionista, vale davvero la pena passare ai nuovi iPad Pro? Con una gamma di iPad così ampia, iPad mini, iPad e iPad Air, ci sono modelli per ogni necessità di archiviazione e di potenza. Il processore M3 all’interno degli iPad Air è a nostro parere ancora in grado di soddisfare le necessità di praticamente tutti e di iPad Pro con il processore M4 se ne trovano ancora in commercio un discreto numero e, come abbiamo verificato in queste settimane, nella stragrande maggioranza delle attività quotidiane non si percepisce la differenza tra i due ultimi modelli. Ci sembra così che le versioni depotenziate dei nuovi iPad Pro non siano per forza la scelta migliore. Se però avete bisogno di tutta la potenza del nuovo M5, allora sì: vale la pena andare “All-in” e puntare tutto sui modelli più potenti da 1 o 2 TB.








