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«Ho rischiato di morire, Sabrina mi ha salvato e ora la sposo»

Vittorio Sgarbi racconta la depressione seguita alle dimissioni e annuncia il matrimonio con Sabrina.
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Fonte ats ans
«Ho rischiato di morire, Sabrina mi ha salvato e ora la sposo»
Vittorio Sgarbi racconta la depressione seguita alle dimissioni e annuncia il matrimonio con Sabrina.
ROMA - «Sono caduto un po' in depressione. Lo so, è inspiegabile. Il motivo me lo sono chiesto anch'io» ed è «la fine della mia esperienza di governo. Ritengo di aver subito un'ingiustizia assoluta. Che mi è pesata moltissimo e mi è stata rico...

ROMA - «Sono caduto un po' in depressione. Lo so, è inspiegabile. Il motivo me lo sono chiesto anch'io» ed è «la fine della mia esperienza di governo. Ritengo di aver subito un'ingiustizia assoluta. Che mi è pesata moltissimo e mi è stata riconosciuta da pochi».

Lo afferma Vittorio Sgarbi in un'intervista al Corriere della Sera dove, ripercorrendo le vicende che lo hanno portato alle dimissioni da sottosegretario alla Cultura nel febbraio 2024, spiega come solo «Sabino Cassese» abbia «scritto un bell'articolo sul Corriere in mia difesa. Pigi Battista ha fatto notare che tenere conferenze non è certo incompatibile con il lavoro al ministero della Cultura, anzi», ma «politicamente nessuno» si è mostrato solidale (la Presidende del consiglio? «Mai sentita in questi mesi»).

«Anche solo vedere il cibo mi repelleva» - Riguardo la depressione racconta: «Mi ha tolto i desideri. Non desideravo più nulla. Non avevo più voglia di vivere. E ho cominciato a rifiutare il cibo. Era febbraio, ricordo Sabrina che guardava il festival di Sanremo accanto al mio letto, al Gemelli. Io non guardavo niente».

«Sabrina (attrice e modella italiana, legata sentimentalmente a Vittorio dal 1998; ndr) - afferma Sgarbi - mi ha salvato la vita. Con il suo amore. E adesso la sposo». Poi ricorda la sorella: «Elisabetta mi è sempre stata vicina. Sempre. Mi portava in giro per i migliori ristoranti della Versilia, pur di farmi mangiare qualcosa. Ordinava tutti i piatti del menu, nella speranza che almeno uno mi ingolosisse». Alla domanda sui rischi per la sua vita risponde: «Ho rischiato di morire. Sono stato in pericolo di vita. Paura? No».

Quanto alla figlia Evelina, che ne ha chiesto l'interdizione (un amministratore di sostegno), il critico d'arte risponde che è una cosa «incomprensibile. Non ho capito bene perché l’abbia fatto, e che cosa voglia», aggiungendo un particolare sul proprio patrimonio artistico: «I quadri sono moltissimi. Cinquecento. Ma non sono più miei. Sono della Fondazione Cavallini-Sgarbi (...). Non possono lasciare il nostro Paese».

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