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È morto Terry Reid

Negli ultimi anni aveva lottato contro il cancro e altri problemi di salute.
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Fonte Ats ans
È morto Terry Reid
Negli ultimi anni aveva lottato contro il cancro e altri problemi di salute.
LONDRA - È morto Terry Reid, cantante e chitarrista britannico dalla voce potente e inconfondibile. Aveva 75 anni. A darne notizia è il quotidiano londinese "The Guardian", citando un portavoce del musicista.Reid si è spento martedì, dopo una lu...

LONDRA - È morto Terry Reid, cantante e chitarrista britannico dalla voce potente e inconfondibile. Aveva 75 anni. A darne notizia è il quotidiano londinese "The Guardian", citando un portavoce del musicista.

Reid si è spento martedì, dopo una lunga malattia. Negli ultimi anni aveva lottato contro il cancro e altri problemi di salute.

Terry Reid è stato una figura cult della scena rock degli anni '60 e '70, noto tanto per il suo talento quanto per le occasioni mancate che lo hanno reso una leggenda a modo suo. Fu lui, infatti, a rifiutare l'invito di Jimmy Page a entrare nei futuri Led Zeppelin, suggerendo al suo posto due allora sconosciuti: Robert Plant e John Bonham. Anche Ritchie Blackmore dei Deep Purple gli offrì un posto da frontman, che Reid declinò. "Ho contribuito a metà della band, mi sembrava abbastanza", dichiarò ironicamente in un'intervista nel 2024.

Soprannominato "Superlungs" (superpolmoni) per la potenza della sua voce, Reid iniziò la carriera giovanissimo. A 18 anni pubblicò il suo primo album "Bang, Bang You're Terry Reid", con il supporto di Jimi Hendrix.

Seguì una serie di dischi che, pur non ottenendo grandi successi commerciali, ricevettero elogi dalla critica: "Terry Reid" (1969), "River" (1973), "Seed of Memory" (1976) e "Rogue Waves" (1979). "River" è oggi considerato un piccolo classico del rock alternativo.

Acclamato da artisti come Aretha Franklin e Mick Jagger, Reid fu opening act per i Rolling Stones e i Cream, ma preferì sempre restare indipendente, fedele al proprio stile e alle proprie scelte artistiche.

Negli anni '80 Reid lavorò come turnista per artisti del calibro di Don Henley, Bonnie Raitt e Jackson Browne. Il tentativo di rilancio con l'album "The Driver" nel 1991 non ebbe fortuna: lo definì lui stesso "inascoltabile".

Dagli anni 2000 Reid tornò saltuariamente sulle scene con concerti e partecipazioni a festival, spesso esibendosi nel suo locale preferito, il Ronnie Scott's Jazz Club di Londra. Negli ultimi anni si era ritirato dalla scena pubblica a causa delle sue condizioni di salute, annullando diversi concerti.

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