La triste fine di Pierino, che «soffriva come un cane abbandonato»

Dentro il dolore e la morte di Alvaro Vitali: la malattia, la tristezza per la separazione e il ricordo dell'amico regista: «È morto sui gradini di casa»
Dentro il dolore e la morte di Alvaro Vitali: la malattia, la tristezza per la separazione e il ricordo dell'amico regista: «È morto sui gradini di casa»
ROMA - Quella di Alvaro Vitali è stata una fine triste. Per la malattia, una broncopolmonite recidiva, così come per il desiderio non pienamente realizzato di non essere dimenticato dal cinema e dalla Tv e per la fine del matrimonio con Stefania Corona.
Ma di momenti difficili "Pierino" ne aveva già avuti anche negli anni precedenti. «C'è stato un periodo molto brutto - aveva raccontato lo scorso marzo a "Le iene" - dieci anni di silenzio, pensavo mi avessero staccato il telefono e sono caduto in depressione».
Poco prima di morire, i problemi di salute lo avevano costretto a trascorrere due settimane in ospedale, fino alla decisione di firmare per uscire e tornarsene a casa, «ma non è nemmeno riuscito ad arrivarci». Proprio lì, sui gradini della sua abitazione romana, è sopraggiunta la morte. «Dopo aver salito i primi tre gradini, si è sentito male e si è accasciato», racconta a Fanpage, Claudio Di Napoli, amico e regista dell'attore 75enne. «L'ambulanza è arrivata subito, ma non c'è stato nulla da fare». Alvaro Vitali morirà così, il 24 giugno, «tra le braccia» di un amico, che era andato a prenderlo in ospedale.
Secondo il regista, però, a sfiancare la tempra del comico è stata la crisi matrimoniale, tanto da farlo «piangere e stare male». «Era molto triste. La situazione sentimentale che stava vivendo lo aveva profondamente provato. Soffriva come un cane abbandonato sull’autostrada». Difatti, proprio poco prima dell'aggravamento delle sue condizioni, la moglie dell'attore aveva rilasciato un'intervista televisiva alla Rai in cui raccontava la fine del matrimonio.
A pesare è stata poi la lontananza da quel mondo - il cinema - che lo aveva reso celebre e icona, dopo oltre 150 film. Anche se «nessuno dei grandi nomi con cui ha lavorato negli anni si è fatto vedere», aggiunge l'amico. Dopo la triste notizia, arriva la pioggia di messaggi di cordoglio. Tra questi quelli del compagno della commedia e della risata all'italiana, Lino Banfi: «Sono rimasto scioccato per la tua mancanza - ha detto in un video - perché eri bravissimo, simpaticissimo e sei servito tantissimo ai nostri film che abbiamo fatto insieme».
Quest'anno Alvaro Vitali aveva partecipato alla quarta stagione di "Vita da Carlo", la serie diretta e interpretata da Carlo Verdone, che proprio alcuni mesi fa aveva postato sui social un'immagine di loro due dal set. Gli episodi devono essere ancora trasmessi, come ricorda in un post Paramount+: «Ciao Alvaro. Ci hai fatto ridere, riflettere, e anche un po’ commuovere. Siamo felici di averti avuto con noi nella prossima stagione di Vita da Carlo, anche se ora non potremo più guardarla insieme».
E proprio Verdone, in occasione di quello scatto, scrisse così: «Alvaro non è solo Pierino. È Fellini! Cara persona e una biblioteca di aneddoti, ricordi di un cinema ormai lontano». Mentre oggi pomeriggio, 26 giugno, nella Chiesa di San Pancrazio a Roma viene celebrato l'ultimo saluto all'attore che, con il suo inconfondibile cappellino, ha regalato al pubblico tante risate, dispensando a tutti un po' di spensieratezza.






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