Cerca e trova immobili
ITALIA

«La poesia fa malissimo, ma per fortuna nessuno vorrà crederci mai»

Aldo Nove, scrittore e poeta di culto, sarà ospite in video-collegamento a "Poestate" a Lugano il prossimo 7 giugno
«La poesia fa malissimo, ma per fortuna nessuno vorrà crederci mai»
Foto A. Nove
«La poesia fa malissimo, ma per fortuna nessuno vorrà crederci mai»
Aldo Nove, scrittore e poeta di culto, sarà ospite in video-collegamento a "Poestate" a Lugano il prossimo 7 giugno
REGGIO CALABRIA - La foto profilo di WhatsApp è una bandiera palestinese. Per Aldo Nove (all'anagrafe Antonio Centanin da Viggiù, piccolo paese al confine con la Svizzera), scrittore e poeta di culto ospite di "Poestate" il prossimo 7 giugno, quell...

REGGIO CALABRIA - La foto profilo di WhatsApp è una bandiera palestinese. Per Aldo Nove (all'anagrafe Antonio Centanin da Viggiù, piccolo paese al confine con la Svizzera), scrittore e poeta di culto ospite di "Poestate" il prossimo 7 giugno, quello che sta accadendo a Gaza si spiega - alla Lacan - nelle molte possibilità che offre l'inspiegabile.

Sul suo telefonino sventola la sua indignata partecipazione al dramma della terra di Palestina: se lo sarebbe mai immaginato l'orrore di una vita così tanto oscena, tanto per citare il titolo di un suo libro?
«Le voglio bene per questa domanda, un modo di iniziare necessario, proprio nel momento in cui questa necessità non viene colta. Ha visto che succede da noi in Italia? Episodi osceni, della serie esponi una bandiera palestinese e arrivano i carabinieri a toglierla. Certo che non me lo sarei mai immaginato. Ma sa, amando molto la psicanalisi e il lavoro di Jacques Lacan, trovo in lui le risposte. Si ricorda di quella sua frase, una delle più famose? "Il reale è l'impossibile". Ecco, lo stiamo sperimentando adesso. È quello che succede laggiù».

Laggiù oltre a bombardarli li stanno affamando.
«Devo dirle che faccio molta fatica a distinguere la loro posizione politica dalla loro realtà psichiatrica».

Il punto è che chi dovrebbe essere sano (in ambito politico) non trova la cura per fermare lo sterminio che è sotto gli occhi di tutti. Se permette la cito nuovamente: ci vorrebbe un miracolo, in fondo ai santi cosa costerebbe farne uno?
«Già...eppure spetta alla politica intercedere e fare sentire la propria influenza ma gli interessi economici lo impediscono. Poi subentra la quiescienza, che è peggio dell'indifferenza».

Sull'altra guerra di scena nel cuore dell'Europa, si è messo di mezzo Trump: crede riesca davvero a far calare un sipario di pace sulla martoriata Ucraina?
«Sa, lui è un mercante, un affarista, non è un fanatico: e gli affaristi discutono, no? Sul piano umano la prima cosa è parlarsi. La parola umano, quanto è importante? Vogliamo rendercene conto? La poesia difende l'umanesimo».

Lei si è invaghito di molte cose, della parola forse più di tante altre, di quella in prosa e di quella poetica. Pessoa diceva che il poeta è un fingitore perché finge così completamente che arriva a fingere che è dolore il dolore che davvero sente. Ci si riconosce? 
«È una frase geniale. Siamo parlati dal linguaggio. La poesia per me è stata e continua a essere una forma di ricerca, radicale, estrema, impegnativa, drammatica, a tratti tragica».

Il titolo della serata di Lugano è "La poesia fa malissimo"...
«Per nostra fortuna nessuno vorrà crederci mai...È un omaggio al testo di Nanni Balestrini, una provocazione, perché c’è questa cosa qua un po’ melensa della poesia che salva la vita. Con tutti i poeti che si sono suicidati? Ma è necessario entrare nella profondità dell’inconscio: è un percorso di crescita dove si osserva la propria ombra, come diceva Jung. E questo comporta fatica e spesso dolore».

Dante Isella, uno dei più illustri critici letterari e filologi del '900, parlando di Vittorio Sereni diceva che lui era un poeta dentro, molto differente da tanti del giro che spesso tendono a pavoneggiarsi anche in quello che oggi un termine moderno indica come l'outfit. Esprimeva un giudizio critico su coloro che si vestono da poeti. Lei che rapporto ha con l'abbigliamento?
«Assolutamente nessun rapporto. Non me ne frega niente. È vero, tanti invece sono molto attenti a voler essere qualche cosa per essere bene etichettati. Io non voglio esserlo. La poesia ha a che fare con il dentro, non con il fuori».

Ma con il fuori lei ha però anche mostrato un certo interesse. Mi spiego meglio. Da buon uomo di lettere abituato a scrutare le anime, a un certo punto è rimasto folgorato sulla via dei profumi, tanto che ha conseguito un diploma in profumeria. Il profumo appunto, fisica, sensorialità, percezione fuor d'anima...
«Beh...obietto...pensi a come ne parla Proust. L'olfatto è quasi ingovernabile, ingestibile, ma molto, molto profondo. Un odore può rievocare cose dell'infanzia più remota, pensi fin dove ci può spingere» .

Si va dritti dall'esterno all'interno un'altra volta, mi sta dicendo, grazie a questo ponte invisibile ma profumato?
«Direttamente! Questo se non passa attraverso la mediazione della mente».

Mi costringe a restare in profumeria. Se me lo consente le propongo un gioco: a quali sentimenti associa queste 2 fragranze, argan e sandalo?
Boh, il primo direi quiete. Il secondo, che in realtà è abbastanza vicino al primo, a un colore: il verde. Che mi rimanda ai miei ricordi di infanzia legati anche alla Svizzera».

Appunto...abita in Calabria ma proprio dove ha vissuto per tanti anni lei osservava la Svizzera...
«Ci andavo un giorno sì e uno no a fare delle passeggiate. Che bellezza le sue montagne. Quante escursioni in quella terra. E poi era il tempo delle sigarette e del cioccolato che compravi nei chioschi dei benzinai, a Stabio, a Mendrisio. Il celeberimo Toblerone in tutte le sue varianti. Sente come le sto parlando, con quell'accento neo-melodico ticinese..sa quella cantilena lì no?». 

L'avrà perduto un pò quell'accento, visto che dal confine calabrese dove oggi vive, accenti e slang sono diversi e si vede anche il mare e la Sicilia: cosa l'ha rapita di questi scenari?
Al di là della bellezza dei paesaggi un grandissimo sentimento di empatia che c'è nell'aria. L'empatia, sì. E anche il cibo.

Cosa pranza oggi?
«La "struncatura" - che un tempo era la pasta dei poveri - una pasta integrale con acciughe, olive nere e ricotta di pecora che compro da un pastore qui vicino».


🔐 Sblocca il nostro archivio esclusivo!
Sottoscrivi un abbonamento Archivio per leggere questo articolo, oppure scegli MyTioAbo per accedere all'archivio e navigare su sito e app senza pubblicità.
Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.

Sappiamo quanto sia importante condividere le vostre opinioni. Tuttavia, per questo articolo abbiamo scelto di mantenere chiusa la sezione commenti.

Su alcuni temi riceviamo purtroppo con frequenza messaggi contenenti insulti e incitamento all'odio e, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a garantire un dialogo costruttivo. Per le stesse ragioni, disattiviamo i commenti anche negli articoli dedicati a decessi, crimini, processi e incidenti.

Il confronto con i nostri lettori rimane per noi fondamentale: è una parte centrale della nostra piattaforma. Per questo ci impegniamo a mantenere aperta la discussione ogni volta che è possibile.

Dipende anche da voi: con interventi rispettosi, costruttivi e cortesi, potete contribuire a mantenere un dialogo aperto, civile e utile per tutti. Non vediamo l'ora di ritrovarvi nella prossima sezione commenti!
NOTIZIE PIÙ LETTE