Un ballo coi lupi

La musica di De Andrè, la lotta sociale e l’introspezione: i tre ingredienti del primo Ep, "Madame Libertà", di Alan Albertoni.
La musica di De Andrè, la lotta sociale e l’introspezione: i tre ingredienti del primo Ep, "Madame Libertà", di Alan Albertoni.
RIVERA - Penna in mano le parole scivolano sulla carta e aiutano a stravolgere la propria prospettiva per guardare alle emozioni e ai sentimenti con uno sguardo nuovo. La musica diventa quindi momento introspettivo. Una necessità che permette agli artisti di esprimere paure, gioie, dolori e al tempo stesso metabolizzarli. Lo sa bene Alan Albertoni, musicista ticinese che ha trovato nel primo Ep, "Madame Libertà" pubblicato lo scorso mese di luglio, lo strumento giusto per mettere nero su bianco il groviglio di pensieri e sentimenti che, con il tempo, diventano difficili da sciogliere.
Ma andiamo con ordine. Alla base del progetto non può mancare l’ispirazione di un grande cantautore. «Tutto è partito dalla musica e dal pensiero di Fabrizio De Andrè. Negli ultimi anni mi sono avvicinato molto al cantautore italiano riscoprendo un mondo che ignoravo. Così ho maturato la consapevolezza e la necessità di mettere nero su bianco le emozioni che ho sentito. Dopo questa spinta iniziale la stesura dei brani è avvenuta in modo molto spontaneo. La musica e le parole si sono mischiate in un fiume in piena».
Quali sono i temi che tratti?
«Le tematiche dei brani sono rivolte spesso agli emarginati, alle minoranze, alle persone incomprese, ma anche ai valori sociali. Una lotta sociale che mi è sempre stata a cuore. Per esempio nella traccia "Venice Beach" dò voce a senzatetto che, secondo me, sono stati ingiustamente accusati dell’aumento della criminalità dopo il loro arrivo».
Ma torniamo al singolo di copertina, cosa volevi trasmettere con "Madame Libertà"?
«Madame Libertà è stato un lavoro estremamente introspettivo. È il brano al quale sono maggiormente affezionato. Mi son posto la domanda: cos'è la libertà? Trovo che sia un concetto altamente utopico e soggettivo. La libertà ha infatti significati diversi a seconda delle persone. Con “Madame Libertà” cerco di trasmettere la libertà spirituale che ho riscoperto con l'avvicinamento alla natura. Parlo di pioggia, boschi e frutteti e di questa ipotetica Madame che balla in cerchio con i lupi».
Per esprimere questo pensiero usi una metafora molto significativa: «Mi hai donato le tue ali immense di piume. La mia paura giace ormai vana, sul letto del fiume». Cosa significa?
«Volevo trasmettere un messaggio preciso: la libertà porta a un innalzamento, a un certo tipo di leggerezza. Le paure pesano e vanno a fondo invece. Si trovano quindi sul letto del fiume. Detto in parole povere: bisogna imparare a lasciare andare le cose che pesano».








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