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ITALIA«Ho imparato l'italiano con le canzoni di Battiato»

09.07.24 - 09:30
Intervista-fiume del Corriere della Sera a Willem Dafoe, nuovo Direttore artistico della Biennale Teatro di Venezia
keystone-sda.ch (Joel C Ryan)
Fonte Corriere della Sera
«Ho imparato l'italiano con le canzoni di Battiato»
Intervista-fiume del Corriere della Sera a Willem Dafoe, nuovo Direttore artistico della Biennale Teatro di Venezia

ROMA - All'indomani della nomina a Direttore artistico della Biennale Teatro di Venezia (l'incarico si protrarrà fino al 2026), Willem Dafoe ha concesso un'intervista-fiume ad Aldo Cazzullo per il Corriere della Sera.

Si parte dalla relazione con l'Italia, conosciuta da semplice turista e poi diventata, negli ultimi 20 anni, la sua residenza principale. Merito soprattutto della moglie, l'artista Giada Colagrande. «Passo più tempo a Roma che a New York», due città che «mi piacciono enormemente, e mi sembrano complementari» spiega il 68enne. «A New York l’ambizione è manifesta. È una città votata agli affari. In Italia le tradizioni sono molto forti. Sono un arricchimento; ma sono anche un tormento. A New York le tradizioni culturali sono molto meno profonde».

Dafoe è cresciuto nel Wisconsin degli anni '50, un'epoca e un luogo che abbiamo conosciuto in televisione grazie a "Happy Days". «L’idea romantica, la nostalgia di quegli anni ci lasciano pensare che fossero tempi facili: l’America usciva dalla guerra, c’era il boom economico. Ma le cose non si stavano mettendo nel modo giusto. Pensi alla questione dei diritti civili. E dei diritti delle donne. Erano gli anni in cui le ragazze in macchina dovevano stare sempre sedute dietro».

La nomina alla Biennale «è un vero e proprio ritorno al teatro», il luogo dove è nata la sua ricerca artistica. «Il cuore pulsante del teatro è il corpo: è questo a rendere unico il teatro. E il fatto che si recita in tempo reale, davanti a un pubblico. Immagino un teatro gremito di pubblico, persone davanti agli attori, e sento tutti quei cuori pulsanti. Ed è particolarmente importante oggi».

Tornando all'Italia, Cazzullo ricorda l'amicizia con Franco Battiato. «Me lo presentò mia moglie. Eravamo legati, mi era molto caro. Era una persona particolarmente gentile e generosa, e mi sosteneva: ogni volta che avevo uno spettacolo teatrale, veniva alla prima. Veniva e ripartiva. Ho imparato l’italiano con le sue canzoni». Una lingua alla quale si applica con costanza. «Faccio del mio meglio. Devo sempre lavorarci. Studio un poco ogni giorno».

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