L'«emilianità» dei Nomadi in un concerto-regalo: «A Bellinzona la nostra storia senza fine»

«Nomadi, Guccini, Zucchero, Ligabue, Vasco: respiriamo tutti la stessa aria», così Beppe Carletti, prima di salire sul palco di Castelgrande.
«Nomadi, Guccini, Zucchero, Ligabue, Vasco: respiriamo tutti la stessa aria», così Beppe Carletti, prima di salire sul palco di Castelgrande.
BELLINZONA - Dici Nomadi ed è un attimo ritrovarsi a pensare a quel "io vagabondo", colonna sonora del girovagare delle nostre esistenze, assimilabili al sovrapporsi delle pagine di un libro. Quelle che Beppe Carletti - classe 1946 - e la sua band da oltre 60 anni ci aiutano a leggere e rileggere, dentro uno sconfinato spartito di musica d'autore fatto di 360 canzoni e 82 tra album e raccolte («ma sono 36 gli album in studio»).
È così che Castle On Air - 10 anni quest'anno - può essere il tempo giusto per riannodare i fili delle nostre esperienze "nel lungo viaggio della vita", citando i testi del gruppo emiliano, longevo quasi quanto i Rolling Stones. Perché allo sbocciare della tanto agognata "dolce estate", tra le mura dei Castelli di Bellinzona e sul palco di Castelgrande salgono proprio loro, i Nomadi. Per portare in Ticino, venerdì 28 giugno (ore 21), un concerto gratuito, «regalo alla popolazione di Bellinzona e non solo», come annunciato da Gabriele Censi di GC Events.
Beppe, non c'è il rischio di sottovalutare quello che abbiamo vicino e che quotidianamente ci accompagna fedelmente, come le vostre canzoni? «Sì, devo darti ragione. Anche ascoltando le emittenti in Italia, i Nomadi non vengono mai trasmessi, non ci considerano alla moda. Oggi c'è un usa e getta, ma la musica non è da gettare deve rimanere, come il nostro repertorio che è sempre attuale».
Con Augusto Daolio 60 anni fa hai iniziato una lunga avventura, senti mai la sensazione di essere sull'ultima salita, citando la tua canzone dedicata a Marco Pantani? «No, fortunatamente no, non credo saremo eterni ma spero che l'ultima salita sia ancora distante, ci devo ancora arrivare. La nostra storia è senza fine, noi cantiamo la vita, anche quella del 2024 che non è cambiata: le nostre canzoni rappresentano la quotidianità compresa quella dei nostri ragazzi».
Nomadi quindi senza età, calati in una dimensione extratemporale. «Sì, considera che nella nostra storia sono stati 25 gli elementi dei Nomadi, tutti hanno contribuito a essere ancora qua adesso. Non me lo sarei mai aspettato e mi riempie di orgoglio, per questo ringrazio tutti».
Citando Augusto, in passato hai raccontato che "i Nomadi sono come l’uomo mascherato che non muore mai". «Era una battuta di Augusto, lo diceva convinto. Anche prima di essere malato, mi disse "pensa che bello sarebbe se un giorno i Nomadi potessero continuare anche senza me e te"».
In effetti avete poi attraversato 60 anni di musica e di storia, qual è oggi il vostro messaggio? «Bisogna credere sempre in se stessi e pensare che nulla di male accadrà. Quando interpretiamo certe canzoni speriamo che le nostre parole arrivino al cuore delle persone e non solo alle orecchie, perché la musica deve star bene e far riflettere. Così proponiamo brani che invitano alla speranza, parliamo di fiducia, di speranza; per questo mettiamo il massimo nella nostra interpretazione. Come faremo a Bellinzona, dove porteremo la nostra storia: le canzoni possono dare tanto e noi crediamo di poterlo fare. È tanta vita».
In "Dio è morto" raccontate del "sogno che conduce alla pazzia", di gente che se ne va" lungo strade che non portano mai a niente", alla ricerca di qualcosa che non trovano"; hai realizzato il tuo sogno e cos'è per te la pazzia? «Il mio sogno da ragazzo penso di averlo realizzato, non pensavo nemmeno potesse diventare cosi grande: sognavo di vivere di musica ma mi sarebbero bastate le balere. La pazzia invece è dentro di noi, può essere qualcosa di positivo, che ti aiuta. I grandi come Enstein erano pazzi e hanno lasciato un segno indelebile: realizzare un sogno è a volte una pazzia».
A chi invece fatica a trovare la sua strada di vita cosa consiglieresti? «È difficile, perché ognuno ha il suo modo di vivere la vita. Il consiglio è di credere in se stessi, anche nelle piccole cose. Basta volersi bene e tutto si realizza, nella vita e nella quotidianità».
Solo un'ultima cosa. Nomadi, Guccini, Zucchero e Ligabue, mi passi l'associazione? «Sì, L'emilianità è quello che ci lega. Ci conosciamo e siamo tutti qui a poca distanza. Luciano si è presentato da me che non era nessuno, siamo a 10 chilometri l'uno dall'altro. Questa terra ha qualcosa di magico che ci ha contagiato. A proposito, non hai messo Vasco Rossi, è tanta roba anche lui: siamo tutti emiliani, respiriamo tutti la stessa aria».
Venerdì 28 Giugno 2024 - Nomadi / Ore 19:00: Apertura porte / Ore 20:00: Opening Act: Charlie Roe / Ore 21:00: Nomadi in concerto
Castle on Air: Corte Interna del Castel Grande di Bellinzona





Su alcuni temi riceviamo purtroppo con frequenza messaggi contenenti insulti e incitamento all'odio e, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a garantire un dialogo costruttivo. Per le stesse ragioni, disattiviamo i commenti anche negli articoli dedicati a decessi, crimini, processi e incidenti.
Il confronto con i nostri lettori rimane per noi fondamentale: è una parte centrale della nostra piattaforma. Per questo ci impegniamo a mantenere aperta la discussione ogni volta che è possibile.
Dipende anche da voi: con interventi rispettosi, costruttivi e cortesi, potete contribuire a mantenere un dialogo aperto, civile e utile per tutti. Non vediamo l'ora di ritrovarvi nella prossima sezione commenti!