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STATI UNITILa vera Martha di Baby Reindeer: «Voglio 170 milioni da Netflix»

07.06.24 - 09:13
La donna ha accusato il gigante dello streaming di aver alterato la verità dei fatti: «Hanno distrutto la mia vita».
Imago
Fonte RED
La vera Martha di Baby Reindeer: «Voglio 170 milioni da Netflix»
La donna ha accusato il gigante dello streaming di aver alterato la verità dei fatti: «Hanno distrutto la mia vita».

LOS ANGELES - Fiona Harvey, la presunta Martha Scott, non ci sta e fa causa a Netflix. La donna che si è identificata con il personaggio della serie Baby Reindeer uscita lo scorso aprile ha accusato il regista di aver alterato la realtà.  

Diffamazione, negligenza grave e violazione del suo diritto di pubblicità. Sono questi i capi d'accusa che la donna ha rivolto al gigante dello streaming. 

La donna viene infatti presentata nella serie come una stalker ossessionata dal protagonista, uno scrittore scozzese. Accuse che la stessa Fiona ha smentito durante un'intervista rilasciata negli scorsi giorni a Piers Morgan. «Le bugie che gli imputati hanno raccontato su Harvey a oltre 50 milioni di persone in tutto il mondo includono che Harvey è una stalker condannata due volte a cinque anni di prigione e che Harvey ha aggredito sessualmente Gadd», ha invece spiegato il suo avvocato. «Gli imputati hanno raccontato queste bugie e non si sono mai fermati, perché era una storia migliore della verità, e le storie migliori portano soldi».

Secondo i legali della donna «Netflix, una società multinazionale di streaming di intrattenimento da miliardi di dollari, non ha fatto letteralmente nulla per confermare la ‘storia vera’ raccontata da Gadd». Non ci sarebbe stata quindi un'indagine approfondita per confermare i fatti. «Non ha fatto nulla per capire la relazione tra Gadd e Harvey, se ce ne sia stata una. A causa delle bugie, degli illeciti e della cattiva condotta assolutamente sconsiderata degli imputati, la vita di Harvey è stata rovinata».

Le richieste di Harvey sono già sul tavolo delle trattative e comprendono almeno 50 milioni di dollari per danni effettivi, altri 50 di risarcimento danni per «angoscia mentale, perdita di divertimento e perdita di affari», ancora per «tutti i profitti di ‘Baby Reindeer'», così come 20 milioni di dollari per danni punitivi. «Semplicemente, Netflix e Gadd hanno distrutto la sua reputazione, il suo personaggio e la sua vita». 

La risposta di Netflix non si è fatta però attendere. «Intendiamo difendere la questione con forza e sostenere il diritto di Richard Gadd di raccontare la sua storia», ha spiegato un portavoce.

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