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Il viaggiatore Piero Pelù: «Ad Hanoi seminai la spia del governo»

Il cantante ha raccontato un episodio risalente all’esibizione in Vietnam dei Litfiba
Il viaggiatore Piero Pelù: «Ad Hanoi seminai la spia del governo»
IMAGO
Il viaggiatore Piero Pelù: «Ad Hanoi seminai la spia del governo»
Il cantante ha raccontato un episodio risalente all’esibizione in Vietnam dei Litfiba
MILANO - Spirito libero da sempre, Piero Pelù ha viaggiato tanto, da ragazzo e poi con la band dei Litfiba. Intervistato dal Corriere della Sera, il cantante ha raccontato vari episodi dei suoi viaggi, tra cui spicca l’esperienza con il ...

MILANO - Spirito libero da sempre, Piero Pelù ha viaggiato tanto, da ragazzo e poi con la band dei Litfiba. Intervistato dal Corriere della Sera, il cantante ha raccontato vari episodi dei suoi viaggi, tra cui spicca l’esperienza con il gruppo P-Trio in Vietnam, nel 2007: sbarcati nel paese, a Pelù e soci venne affidata un’interprete che, secondo il cantante, non era altro che una spia del governo locale. «Molto bella e graziosa. Ma non ci mollava mai. Cominciò un duello», racconta Pelù.

«Io la seminavo per andare a vedere la Hanoi vera - continua il cantante -. I mercati. Sotto la pioggia: stava arrivando il monsone, si alternavano scrosci improvvisi e un sole umidiccio. Ovunque ritratti di Ho Chi Minh, il padre della patria, l’eroe della lotta prima contro i francesi, poi contro gli americani. Visitammo l’istituto dove erano curati i malati di seconda generazione dell’agente Orange, il lascito del napalm».

Pelù ebbe la sua rivincita durante il concerto tenuto ad Hanoi davanti a un pubblico diviso in tre blocchi: le autorità, i vip e il settore popolare. «In camerino cominciamo a preoccuparci, quando sentiamo un grido che cresce: ‘Elo, Elo’, poi ‘Ielo, Ielo’, infine: ‘Pielo, Pielo'... Stavano gridando il mio nome».

Poi il pubblico è impazzito. «Anche i poliziotti diedero la schiena al pubblico e si girarono verso il palco. Noi ovviamente non ci risparmiammo e ci demmo dentro: ‘Tribù’, ‘El Diablo’, le canzoni più rock e anche le più ballabili. La carica partì dal fondo. Il terzo settore travolse il cordone e invase il secondo. Poi tutti insieme sfondarono l’altro cordone, e si ritrovarono con i Vip a pogare sotto il palco. La piramide sociale si era capovolta. Suonammo per due ore, sotto la pioggia monsonica, in un’atmosfera insieme folle e mistica».

Tra coloro trascinato anche l’ambasciatore. «Lo vidi pogare in mezzo ai vietnamiti, con il pollice alzato: missione compiuta».

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