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GIUBIASCOSe ti guardi alle spalle e trovi quello che stavi cercando

05.07.23 - 06:30
Con tre album alle spalle, il 24enne di Giubiasco Pablo Lancini torna con il suo nuovo album "Cielo Drive"
Pablo Lancini
Se ti guardi alle spalle e trovi quello che stavi cercando
Con tre album alle spalle, il 24enne di Giubiasco Pablo Lancini torna con il suo nuovo album "Cielo Drive"

GIUBIASCO - Un album come una collezione. Di momenti, ricordi, lasciati da parte per un po', poi ritrovati e trasformati in un percorso del presente. È "Cielo Drive", il nuovo disco di Pablo Lancini, in arte Dominy.

Lo avevamo sentito qualche anno fa, durante il Covid, quando con un paio di amici aveva promosso sui social un progetto musicale che voleva portare insieme gli artisti ticinesi, metterli alla prova in un concorso, in un momento che è stato particolarmente difficile per i più giovani.

Oggi torna con un lavoro cominciato anch'esso durante la pandemia e che ha visto la luce lo scorso 9 giugno. Lo abbiamo intervistato.

L'album è molto malinconico... Come stai?

«Sto bene. Tendo molto a mettere la malinconia nella mia musica e tendo a lasciare fuori gli aspetti più felici. Ho sempre preferito le canzoni un po' più tristi e profonde perché penso che la felicità nelle canzoni sia più effimera. Dopo un po' tendi a non ascoltarle più, mentre quelle tristi restano con te per un po' più di tempo».

Raccontaci la storia dietro quest'album...

«"Cielo Drive", a differenza degli altri due album per cui avevo un'idea abbastanza precisa in testa, è nato dal mettere insieme ciò che avevo fatto negli ultimi due anni. I primi pezzi li ho scritti durante la primavera del 2021 e sono arrivato a chiuderlo lo scorso autunno. È come se fosse una raccolta».

E qual è stato il pezzo a cui ti è piaciuto di più lavorare?

«Penso proprio la title track. Anche se chiaramente ogni pezzo ha il suo perché, la sua storia dietro. "Cielo drive" invece è molto particolare anche perché più passava il tempo, più lo vedevo in una maniera differente. All'inizio era quello che mi convinceva meno e che stavo quasi arrivando a togliere. Poi gli ho dato una possibilità, l'ho ascoltato più e più volte e alla fine mi sono convinto».

Costruendo l'album che significato ha preso per te?

«È come se arrivassi alla fine di un percorso. Mi sono un attimo fermato nel produrre nuova musica e mi sono girato a guardare cosa avevo già fatto. Diverse cose chiaramente andavano sistemate... E ho realizzato che fondamentalmente per quanto avessi pubblicato molto poco negli ultimi anni, avevo comunque delle cose valide che meritavano di vedere la luce. A quel punto le opzioni erano due: fare uscire i pezzi come singoli o fare un album. E chiaramente sono stato più propenso per il secondo perché è la forma che preferisco».

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