CANTONELa grande sfida di musicare il canton Ticino: «Ci ha ispirato la natura»

23.01.23 - 06:30
A tu per tu con il Duo Kirsch che porterà una “Suite Ticinese” sul palco del Teatro Sociale il prossimo 4 febbraio
Duo Kirsch
La grande sfida di musicare il canton Ticino: «Ci ha ispirato la natura»
A tu per tu con il Duo Kirsch che porterà una “Suite Ticinese” sul palco del Teatro Sociale il prossimo 4 febbraio

BELLINZONA - Una serata fra la classica, il folklore e lo spirito frizzante e improvvisato del jazz, quella del prossimo 4 febbraio al Teatro Sociale di Bellinzona. Sul palco il connubio ticinese-slovacco del Duo Kirsch, formato dal chitarrista Stefano Moccetti e dal violinista Anton Jablokov.

Per l'occasione, in quel di Bellinzona, la musica si unirà all'arte estemporanea di Antoine Déprez e alle parole dello scrittore Andrea Fazioli in un ensemble multisensoriale che darà vita alla “Suite Ticinese” composta dai due musicisti. La composizione è nata prendendo ispirazione e

L'idea di musicare il Ticino in una suite, ispirata ai paesaggi nostrani, è molto suggestiva. Come è nata?

La Suite Ticinese è nata per una combinazione di fattori. Innanzitutto, dopo aver scritto delle variazioni sul tema della Follia, volevamo cimentarci in una composizione originale e costruita da zero.

In quel periodo stavamo organizzando una rassegna di concerti nelle valli ticinesi (“Musica nelle Valli”). Ci è così sorta l’idea di comporre dei brani ispirati a dei paesaggi del nostro Cantone, anche col proposito di proporre al pubblico delle valli un brano dedicato alla bellezza della natura ticinese/legato al territorio.

Entrambi amiamo molto la natura (Stefano è un appassionato pescatore e Anton ama fare passeggiate), spesso proviamo e componiamo in montagna, ci ritiriamo nella pace della natura e diamo seguito alle idee che ci vengono. La nostra è una tecnica di composizione basata sull'improvvisazione e portata avanti strumento alla mano. Di fatto, non abbiamo mai scritto una singola nota sul pentagramma, abbiamo man mano sviluppato e limato le idee fissandole nelle registrazioni e imparandole poi a memoria.

A dare una forma visiva alla musica, sarà l'illustratore Antoine Déprez. Come è nata questa collaborazione? 

La Suite Ticinese ce la siamo fin da subito immaginata accompagnata da delle immagini (inizialmente pensavamo alle foto o a dei video) dei paesaggi descritti in musica. Questo tipo di ricerca si è però arenata perché, dopo diversi esperimenti, non abbiamo trovato qualcosa che ci soddisfacesse davvero.

Recentemente abbiamo collaborato con Antoine Déprez a Bellinzona in occasione del Natale in Città, dove Antoine disegnava live dialogando con le parole di
Andrea Fazioli e la nostra musica, e abbiamo capito che si trattava del connubio ideale.

Tra l’altro, anche Andrea (Fazioli, ndr.) si è gentilmente offerto di partecipare allo spettacolo introducendo con le parole l’esecuzione della Suite, andando ad aggiungere una terza dimensione artistica alla performance.

Cosa deve aspettarsi chi verrà al Sociale il 4 febbraio?
Gli spettatori potranno ammirare quattro diversi disegni (uno per ogni movimento della Suite) con quattro colori e atmosfere distinte: dall’alba sul ghiacciaio dell’Adula a una tempesta (scatenata da un mostro) sul Lago Ceresio. Ci sembra interessante proporre questo tipo di collaborazione anche perché permette di raggiungere un pubblico più variegato.

In generale il programma dei nostri concerti tenta d'intercettare l’interesse di un pubblico ampio, non dei soli appassionati di musica classica. Infatti, proponiamo
un repertorio che, partendo da quel che più ci appassiona, spazia da brani classici (Paganini, Rossini, De Falla), a brani più semplici, d'ispirazione popolare (come il “Tico Tico” e la “Danza Paraguaya”), proprio col desiderio di offrire la conoscenza della bellezza della musica anche a chi non è magari solito andare a concerto.

L'ultima domanda riguarda il vostro ospite per la serata, Sandro Meszaros, lo conoscete da tanto? È stato facile integrarlo in una formula, molto affiatata, come la vostra? 

Sandro è un giovane violoncellista ticinese molto talentuoso. Tornando da un concerto con Stefano Bollani, ispirati dalle sue improvvisazioni, Anton e Sandro si sono messi a improvvisare nel treno vuoto e Anton ha pensato subito che Sandro avesse un’attitudine simile alla nostra nel fare musica.

Ci serviva qualcuno che fosse in grado di comporre insieme a noi una parte per il violoncello, qualcuno con un’attitudine simile alla nostra, e dopo aver fatto una prima prova insieme possiamo dire che Sandro è l’aggiunta ideale.

Uno strumento come il violoncello, tra l'altro, ci permette anche di essere più liberi nei rispettivi ruoli, il suono è naturalmente più pieno ed è affascinante il dialogo tra i nostri tre strumenti.

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