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Irama, la popstar fan dell’antico Egitto che vive di notte

Il cantante ha raccontato passioni e problemi della sua vita quotidiana 
Irama, la popstar fan dell’antico Egitto che vive di notte
Imago
Irama, la popstar fan dell’antico Egitto che vive di notte
Il cantante ha raccontato passioni e problemi della sua vita quotidiana 
MILANO - Ha 26 anni, ma è nel mondo della musica quasi da 10 Irama, vero nome Filippo Maria Fanti, cantante che ha già toccato quota 39 dischi di platino in carriera. La musica è dunque stata una passione sin da piccolo per lui, ...

MILANO - Ha 26 anni, ma è nel mondo della musica quasi da 10 Irama, vero nome Filippo Maria Fanti, cantante che ha già toccato quota 39 dischi di platino in carriera. La musica è dunque stata una passione sin da piccolo per lui, nato a Carrara e cresciuto a Monza in una famiglia con la passione per la lettura e l’arte.

«Ancora adesso i miei mi fanno le battutine perché non ho finito le scuole», confessa in una lunga intervista al Corriere della Sera nella quale svela però una singolare passione per l’antico Egitto, manifestata soprattutto nei tanti tatuaggi. «Non sono una macchia vivente, ma non so quanti ne ho - continua Irama - . Sono tutti legati alla cultura egizia, sono appassionato della loro storia, della loro simbologia, ho provato anche a studiare l’egiziano antico ma è complesso, è un casino vero».

Passione che Irama non manifestava però a scuola, marinata spesso: il cantante afferma infatti di essere cresciuto per strada. «Sono cresciuto tanto per strada, ho vissuto il mondo dei quartieri nel bene e nel male. All’epoca a Monza sembrava di stare nel film "I guerrieri della notte", una battaglia tra bande. Ho avuto esperienze molto brutte che mi hanno formato; ho anche rischiato di morire ma non voglio parlarne. Chi ne parla di più è chi non sa un c... di strada, chi racconta di essere stato un gangster non sa neanche cosa sia. Andavo a casa di amici che non avevano nemmeno le porte, avevano genitori che erano una catastrofe, ho visto scene terribili ma molti di quei ragazzi erano migliori di altri, non enfatizzavano il concetto di criminalità e cercavano di uscirne. L’adolescenza è un momento delicatissimo, subisci influenze negative e positive e sta a te fare la sintesi, trovare le persone giuste. Per me è stato un bel bagaglio di esperienza».

La passione per la musica, invece, è nata quasi per rispondere alla "maledizione" degli incubi ricorrenti. «Ne faccio tantissimi, tutti sempre diversi. È una maledizione. Vorrei capire perché mi succede: se è legato alla mia mente malata o alla mia vita sregolata - dice Irama -. In questo sono lo stereotipo dell’artista: vivo di notte e dormo di giorno. Ma a mia discolpa c’è che lo faccio fin da bambino. Da ragazzino mi chiudevo in bagno fino alle 6/7 del mattino a cantare, cantavo e scrivevo e rimanevo sveglio. E mia madre sopportava questo mio disagio. Ancora oggi mi capita di entrare in studio a mezzanotte e uscirne alle 7 del mattino, sono l’incubo di tutti i fonici d’Italia».

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