Donatella Versace: «La morte di Gianni, la cosa peggiore della mia vita»

La stilista ricorda l’assassinio del fratello, avvenuto 25 anni fa: «Dolore troppo forte»
La stilista ricorda l’assassinio del fratello, avvenuto 25 anni fa: «Dolore troppo forte»
MILANO - Sono trascorsi già 25 anni dalla morte di Gianni Versace, celebre stilista che fu ucciso il 15 luglio del 1997 a Miami dallo squilibrato Andrew Cunanan, ma per Donatella Versace il ricordo di quel giorno è ancora vivissimo. La stilista ne parla in un’intervista al periodico Sette, confessando come il dolore per la morte del fratello sia ancora vivissimo. «Si avvicina il 15 luglio e come ogni anno, anche se faccio di tutto per distrarmi, lo rivivo esattamente come il 15 luglio del 1997, uno shock incredibile, un dolore inimmaginabile - le parole della Versace -. Essere così lontana da lui... Lo ripenso come se fosse accaduto solo ieri. È stato un dolore troppo forte».
Donatella era profondamente legata al fratello, con cui lavorava fianco a fianco. «Io e Gianni avevamo un rapporto strettissimo - ha continuato la Versace -, lui era la mia famiglia. Insieme a lui sentivo che potevo fare tutto, osare quello che gli altri non avevano osato. È così che ho imparato a non arrendermi mai, perché la sua passione per il lavoro, la sua gioia di vivere e il suo essere un vulcano d'idee erano contagiosi». L’assassinio di Gianni ha a lungo tenuto Donatella in un baratro. «La morte di mio fratello è stata l’esperienza peggiore che io abbia mai vissuto. È impossibile descrivere come mi sono sentita e la sofferenza passata in quel momento. La perdita di Gianni è stata privata, ma anche pubblica: io ho perso mio fratello, le persone hanno perso un genio creativo. Non c’è giorno che io non pensi a lui».
E per onorarlo, la Versace ha un accessorio particolare, legato al fratello. «Un anello che mi ha regalato Gianni, un diamante giallo, che metto nei momenti speciali. Ma anche più semplicemente quando ho voglia d'indossarlo, senza una ragione particolare».





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