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Coldplay, «gli idioti» del greenwashing

La band britannica ha un nuovo nomignolo a causa delle due partnership di "sostenibilità" annunciate per il nuovo tour
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Coldplay, «gli idioti» del greenwashing
La band britannica ha un nuovo nomignolo a causa delle due partnership di "sostenibilità" annunciate per il nuovo tour
LONDRA - «Idioti che fanno comodo». È la nuova etichetta usata per descrivere i Coldplay. La band ha infatti instaurato delle partnership dubbie, come Neste e Bmw, perché le emissioni durante il prossimo tour vengano dimezza...

LONDRA - «Idioti che fanno comodo». È la nuova etichetta usata per descrivere i Coldplay. La band ha infatti instaurato delle partnership dubbie, come Neste e Bmw, perché le emissioni durante il prossimo tour vengano dimezzate.

Le accuse sono state mosse dal direttore generale dell'European Federation for Transport and Environment (T&E). Carlos Calvo Ambel ha affermato che la compagnia petrolifera finlandese Neste sta usando i Coldplay per fare del greenwashing, ovvero far credere al pubblico di star facendo delle buone e responsabili azioni nei confronti del pianeta, quando così non è. «Questa è una società strettamente legata a quel tipo di deforestazione che farebbe impallidire Chris Martin e il suo seguito».

Neste Oil si occupa di raffinare, trasportare e vendere petrolio e biodiesel. Recentemente ha firmato «un accordo di sostenibilità» con Ryanair, con la promessa di far diventare i viaggi con la compagnia più verdi. Ma la società finlandese è nota per far parte della Hall of Shame di Greenpeace in quanto la materia prima per produrre BioDiesel, l'olio di palma, viene acquistata dal conglomerato IOI Group, accusato nel 2016 di aver deforestato in zone protette dell'Indonesia.

In un comunicato stampa la band ha affermato che «Neste ci ha garantito di non utilizzare nessun materiale vergine nella produzione, ma solo scarti e soprattutto pochissimo olio di palma». Gli scarti citati dai Coldplay sono olio di cottura, scarti del legno e grasso animale. Il primo e il secondo sollevano svariati interrogativi. Nel caso dell'olio, Ambel ha spiegato che diversi studi mostrano come la maggior parte di quello venduto in Europa proviene da Cina, Indonesia e Malesia. Nel caso del grasso, per averne in quantità sufficienti, è necessario rifarsi agli allevamenti intensivi, che sono causa a loro volta di disboscamento e del 37% delle emissioni di metano.

La band era inoltre già stata criticata per la sua partnership con Bmw, che sta facendo pressioni sull'Unione europea perché non venga fissato al 2035 il termine massimo per passare a veicoli a zero emissioni. Sempre la band spiega che «stiamo facendo del nostro meglio e accettiamo con piacere nuovi consigli».

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