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«Ognuno ha le sue storie del fiume Ticino, io ho voluto raccoglierne alcune»

CANTONE«Ognuno ha le sue storie del fiume Ticino, io ho voluto raccoglierne alcune»

22.03.22 - 06:00
“Tutto l'oro che c'è” di Andrea Caccia si presenta questa settimane nelle sale ticinesi, con un mini-tour che parte oggi
NOHA Film
«Ognuno ha le sue storie del fiume Ticino, io ho voluto raccoglierne alcune»
“Tutto l'oro che c'è” di Andrea Caccia si presenta questa settimane nelle sale ticinesi, con un mini-tour che parte oggi

LUGANO - Inquadrare un soggetto, soprattutto se grande e complesso e in costante movimento, non è semplice e - se si vuole farlo bene - bisogna procedere in maniera certosina. Per questo il regista Andrea Caccia ha dovuto recarsi fino alla Novena: «Volevo capire dove nasceva, come scendeva giù fino al Lago Maggiore per poi sconfinare e finire giù, giù fino a Pavia».

Sarà chiaro ormai per tutti che stiamo parlando del fiume Ticino, soggetto del suo film fra il documentario e la narrazione “Tutto l'oro che c'è”. Da questa settimana nelle sale svizzere e ticinesi, verrà presentato con un mini-tour di anteprime già iniziato da Zurigo, e che passerà per Massagno fino ad Airolo.

Il corso d'acqua, per il regista piemontese ma lombardo d'adozione, è una presenza costante di questi giorni: «È un po' come tornare in dietro nel tempo», ci racconta, «andare oltre Gottardo per presentare il film e trovarselo lì di fianco che ti scorre vicino fa una certa impressione».

Un rapporto, il suo con il Ticino, che inizia in tenera età: «Ci sono cresciuto di fianco nei miei primi 15 anni di vita, poi quando mi sono trasferito a Milano l'ho ritrovato, ma dall'altro lato. Era come uno specchio, da bambino ci andavo con mio papà, e adesso ero io che ci riportavo mio figlio. Da lì è nata l'idea del film».

Dopo una realizzazione durata anni - «ho iniziato nel 2014, la ricerca è stata lunga» - l'arrivo in sala è stato ostacolato dalla pandemia: «Nel 2019 ha girato diversi festival ma poi è arrivato lo stop, poi però finalmente il tutto ha ricominciato... a “scorrere”», sorride Caccia.

“Tutto l'oro che c'è” intreccia immagini e storie di vite lungo il fiume, in un affresco multigenerazionale: «Ognuno, del Ticino ha le sue storie, io ho voluto riunire sguardi che avessero in se questa dimensione temporale ed esistenziale... Non ho intenzione d'imporre nessun punto di vista, nemmeno il mio. Spero che questi possano risuonare, in maniera anche diversa, negli spettatori».

In questi anni da osservatore, come è cambiato il Ticino? «Molto, oserei dire che è un po' in stato di abbandono, come moltissimi altri spazi verdi. La crisi ambientale è una realtà, ma la natura resta lì».

Gli appuntamenti con le anteprime di “Tutto l'oro che c'è”

22 marzo, ore 20.30 al Lux Art House Massagno
23 marzo, ore 20.30 al Cinema Teatro Blenio Acquarossa
26 marzo, ore 20.30 al Cinema Leventina Airolo
27 marzo, ore 18.15 al Cinema Otello Ascona

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