Cerca e trova immobili
ITALIA

I Måneskin e il provincialismo italiano: «Da noi o sei Battiato o sei un tamarro»

Manuel Agnelli elogia la band romana, della quale è stato coach a "X Factor" nel 2017
IMAGO / Italy Photo Press
L'elogio dei Måneskin da parte di Manuel Agnelli, che fu il loro coach a "X Factor".
I Måneskin e il provincialismo italiano: «Da noi o sei Battiato o sei un tamarro»
Manuel Agnelli elogia la band romana, della quale è stato coach a "X Factor" nel 2017
ROMA - Quando Manuel Agnelli ha visto i Måneskin sullo stesso palco dei Rolling Stones a Las Vegas, «mi sono sentito orgoglioso di loro, perché vanno avanti con una grande sicurezza, molto naturali, senza montarsi la testa&raq...

ROMA - Quando Manuel Agnelli ha visto i Måneskin sullo stesso palco dei Rolling Stones a Las Vegas, «mi sono sentito orgoglioso di loro, perché vanno avanti con una grande sicurezza, molto naturali, senza montarsi la testa». Il cantautore, che fu loro coach a "X Factor", fa l'elogio della band romana, che sta vivendo un 2021 indescrivibile. «Condividere poi il palco con la band più grande del mondo non li ha immobilizzati. E non dimentichiamo che sono andati a cantare prima degli Stones in italiano. È la cosa più bella: stanno aprendo un portone, cancellando una discriminazione storica nei confronti del rock nel nostro Paese».

Il frontman degli Afterhours spiega, intervistato dal Corriere della Sera: «In America oggi non sono razzisti dal punto di vista musicale. Se sei bravo, sei bravo: là puoi venire da dove vuoi, l’America sa essere molto accogliente con chi sa fare. Il problema è un altro semmai: come li percepiamo di noi...». E com'è lo sguardo italiano? Sicuramente più provincialista, a parere di Agnelli: «Solo in Italia, sui Måneskin, si cercano i difetti prima dei pregi. Perché da noi o sei Battiato o sei un tamarro, non c’è il concetto di rock nazionalpopolare e di qualità. I Rolling Stones non sarebbero mai nati qui».

Dicevamo del 2021 da sogno dei quattro ragazzi romani, che prima di conquistare spazi sulla tv e sui palchi americani hanno inanellato le vittorie a Sanremo e all'Eurovision. «E di solito vincere quest’ultimo, fin troppo trash, non ti porta da nessuna parte, vedi ad esempio il caso di Conchita Wurst. Ma loro sono stati capaci di scegliersi i tempi, di cavalcarli, senza pianificare. Dimostrando un istinto mostruoso». Che s'intravedeva già nel 2017: «Era una band "verde», suonava benino ma non benissimo, avevano un piglio fricchettone e un look approssimativo. Ma la personalità l’ho colta subito».

🔐 Sblocca il nostro archivio esclusivo!
Sottoscrivi un abbonamento Archivio per leggere questo articolo, oppure scegli MyTioAbo per accedere all'archivio e navigare su sito e app senza pubblicità.
Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.

Sappiamo quanto sia importante condividere le vostre opinioni. Tuttavia, per questo articolo abbiamo scelto di mantenere chiusa la sezione commenti.

Su alcuni temi riceviamo purtroppo con frequenza messaggi contenenti insulti e incitamento all'odio e, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a garantire un dialogo costruttivo. Per le stesse ragioni, disattiviamo i commenti anche negli articoli dedicati a decessi, crimini, processi e incidenti.

Il confronto con i nostri lettori rimane per noi fondamentale: è una parte centrale della nostra piattaforma. Per questo ci impegniamo a mantenere aperta la discussione ogni volta che è possibile.

Dipende anche da voi: con interventi rispettosi, costruttivi e cortesi, potete contribuire a mantenere un dialogo aperto, civile e utile per tutti. Non vediamo l'ora di ritrovarvi nella prossima sezione commenti!
NOTIZIE PIÙ LETTE