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ITALIA«Non credo di essere un grandissimo artista, mi son trovato al posto giusto nel momento giusto»

18.07.21 - 15:00
Gianni Morandi si racconta: «La mia storia è Forrest Gump»
KEYSTONE
Gianni Morandi ha dato sfoggio di grande umiltà raccontandosi al Fatto Quotidiano.
Gianni Morandi ha dato sfoggio di grande umiltà raccontandosi al Fatto Quotidiano.
«Non credo di essere un grandissimo artista, mi son trovato al posto giusto nel momento giusto»
Gianni Morandi si racconta: «La mia storia è Forrest Gump»

BOLOGNA - Gianni Morandi ritiene di essere «un uomo molto fortunato che sa vedere l’aspetto positivo nei momenti drammatici». L'attore e cantante si è raccontato al Fatto Quotidiano, dando sfoggio di grande modestia: «Non credo di essere un grandissimo artista, mi son trovato al posto giusto nel momento giusto. Non ho fatto la storia. Modugno e Lucio Battisti. Io no. Ero lì. Sono un testimone».

La sua carriera s'intreccia a decenni di storia italiana. «Ho conosciuto tutti, ho incontrato tanti papi, politici come Andreotti, intellettuali del livello di Pasolini, registi tipo Bertolucci, Visconti o De Sica, attori come Sophia Loren, cantanti. C’ero. Passava il treno e lo prendevo. La mia storia è Forrest Gump, in fin dei conti nasco dilettante, senza scuola e senza niente, poi un arbitro di pugilato mi consiglia di tentare con la boxe, invece arriva il provino con la Rca e Migliacci racconta che il nastro con la mia canzone gli cade per terra, gli si attorciglia alla caviglia e incuriosito lo ascolta. Gli piace. Mi dà "Andavo a cento all’ora"».

Canzone celeberrima, ma è un'altra quella che tutti gli chiedono, ancora oggi: «A volte mi passano il cellulare per gli auguri alla zia, alla nonna, al cognato che si sposa. Al telefono devo convincerli che sono realmente io. Inizio a cantare "Fatti mandare dalla mamma". È una specie di incubo, sembra che non abbia inciso altro. Ho provato a toglierla dal repertorio, alla mia età mi sembrava assurdo cantarla, ma finito il concerto il pubblico ci restava malissimo e iniziava a intonarla; oramai è una forma di rituale talmente consolidato da aver perso senso. Quasi nessuno pensa al ragazzo che invita la ragazza a trovare una scusa per vedersi: ci sono nonne che la insegnano ai nipotini di tre anni».

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