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CADENAZZOAvere 21 anni ed essere un poeta

22.12.20 - 06:30
Leo Silva Brites studia fisioterapia e ama il calcio. Ma ha anche un pallino che, per la sua età, lo rende speciale.
Foto di Ruben Fonseca
Avere 21 anni ed essere un poeta
Leo Silva Brites studia fisioterapia e ama il calcio. Ma ha anche un pallino che, per la sua età, lo rende speciale.
Il giovane è già alla sua seconda pubblicazione. E vende pure piuttosto bene. Sorprendente visto che il suo genere è di nicchia, ed è considerato da molti "fuori moda".

CADENAZZO - «La prima poesia l'ho dedicata, all'età di 15 anni, a mia mamma, Dolores». Da quel momento Leo Silva Brites, 21enne di Cadenazzo, non ha più smesso di scrivere. Di recente, grazie alle Edizioni Flamingo di Bellinzona, ha pubblicato il suo secondo libro di poesie, "Emozioni". Ma la vera notizia è che le vendite vanno piuttosto bene. Tutt'altro che scontato visto il genere, da molti considerato pesante e fuori moda. Eppure questo ragazzo di origini portoghesi, di Fatima, sta tenendo alta la bandiera della poesia nella Svizzera italiana. 

Studente in fisioterapia alla SUPSI, amante del calcio. E poeta. Strano dettaglio per un ragazzo del 1999...  
«Può essere. Ma il bisogno di scrivere è sempre più presente nella mia quotidianità. Scrivo su qualsiasi cosa; note del telefono, pezzi di giornali, fogli di carta, una volta scrissi addirittura su uno scontrino della spesa».

Perché proprio poesia, anziché la più "spendibile" prosa?
«La poesia rappresenta quel mondo che sta nascosto dentro ognuno di noi. Scrivere mi permette di esprimere le forti emozioni che sento durante l'arco della giornata. Ognuno di noi ha, al suo interno, un grande Museo pieno d'arte e sempre più mi accorgo di quanto sia speciale ogni persona che incontro».

In che senso?
«Quando parlo con qualcuno e mi racconta la sua esperienza, io comincio a riflettere, a elaborare le emozioni che provo all'ascolto e poi comincio subito a scrivere. Per me la poesia è la rappresentazione emotiva dell'arte propria e altrui».

La poesia è davvero demodé?
«No. Le emozioni non passano mai di moda. Alcuni mi hanno scritto che si sono emozionati tanto da piangere davanti al mio primo libro. Altri mi hanno scritto che si sentivano presenti all'interno della storia dei personaggi. E questi sono i messaggi che mi danno la forza di continuare con l'obiettivo di riportare questo genere tra i giovani».

Ma i giovani non pensano che la poesia sia noiosa?
«Non credo che le persone pensino che la poesia sia noiosa. I giovani hanno voglia di esprimersi, forse devono ancora trovare il modo e lo strumento per farlo. I miei amici stretti mi hanno sempre aiutato e mi supportano ogni giorno, sono felici dei traguardi che sto raggiungendo. Mi dicevano che sarebbe stato difficile, ma credevano in me e io li ringrazio per questo».

Cosa racconti nei tuoi libri?
«Il mio primo libro, “In bilico tra cuore e cervello”, è una raccolta di poesie che riflette sulle situazioni di vita che ho vissuto, ma in cui tutti possono immedesimarsi. Il secondo libro, “Emozioni – Introspezione dell’Amore”, racconta la storia di due persone che entrano nel Museo dell'Arte dell'Amore e leggono le poesie appese sui muri».

Perché un libro del genere può avere successo nel terzo millennio?
«Forse perché lascia spazio al lettore di riflettere sull'amore. Ricevo messaggi in cui i lettori mi scrivono che riflettendo su alcune poesie, cominciano a loro volta a scrivere. Questa è la cosa più bella per me».

E perché in un'era iper tecnologica bisognerebbe leggere poesie?
«Soprattutto in questo periodo storico, in cui le persone sono confrontate con loro stesse, con il tempo, con la solitudine, e con il distanziamento, credo sia importante provare emozioni. Grazie alla poesia, una persona può conoscersi maggiormente. In un mondo frenetico, fermarsi a pensare diventa importante. Per osservare la realtà con altri occhi».

I tuoi poeti di riferimento?
«Dante Alighieri sicuramente. E poi il ticinese Giorgio Orelli. L'ho scoperto grazie a Yari Moro, mio docente di italiano alla scuola di commercio». 

Essere un poeta aiuta anche nel trovare l'amore?
«Credo che quando ti distacchi dalla normalità, le persone tendano a guardarti con occhi di curiosità e a farti domande. Alla mia ragazza, Noemi, piace ciò che scrivo. E mi aiuta quando sono in ansia, quando mi chiedo se al pubblico interessi o meno quello che racconto». 

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