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ITALIA
16.10.2020 - 11:100

Tiziano Ferro choc: «Io alcolista a 34 anni, ho rischiato di morire»

Struggente confessione del cantante: «Sono finito in ospedale, ora accetto la vita»

ROMA - È un Tiziano Ferro inedito, scioccante, quello che si mette a nudo in un articolo scritto in prima persona su 7, il magazine del Corriere della Sera, e pubblicato per accompagnare “Ferro”, un docufilm disponibile su Amazon Prime sull’intreccio tra la sua carriera e la sua vita privata.

Il tema del pezzo è forte: la confessione di un alcolista. Già perché Ferro racconta di essere stato quasi distrutto dalla dipendenza dall’alcol, quando aveva 34 anni ed era già famoso; ma anche di essersi riuscito a riprendersi, «ad accettare la vita» dopo aver rischiato di perderla. «Nessuno mi poteva sopportare quando bevevo. E chi ci riusciva o aveva pietà, o era come me. O più disperato di me»: inizia così il racconto di Tiziano, che spiega quanto compiere il primo passo, decidere di smettere di bere, sia stato complicato.

«Io devo smettere di bere, mi ripetevo. Avevo le transaminasi alte. Iniziavo ad avere problemi di fegato. Non volevo morire per una cosa simile. No. Pensavo 'non berrò’ e si spalancavano il buio, l’ansia, il terrore di tante ore di vuoto che mi separavano da chi non lo faceva, da chi non aveva bisogno di rifugiarsi nella dimensione parallela dell’alcol». L’ansia portava Tiziano a ricadere negli stessi errori e a vivere una doppia vita. «L’alcol, come qualsiasi altra dipendenza, ti butta giù ma dal punto più alto ed eccitante. Diventi migliore sapendo di essere la versione peggiore di te stesso. È come barare a poker». Quando beveva, Tiziano si sentiva bene, inserito, bene accetto, «ma la verità è che ero come tutti quelli che bevono. Ero come loro. E quella dolente umanità era come me. Io ero un alcolista. E avevo solo trentaquattro anni. In quel periodo ho sentito separarsi definitivamente il ragazzo dall’uomo. La perdita dell’innocenza, del sogno».

Dopo essere finito in ospedale a causa dell’alcol, per il cantante è stato fondamentale frequentare i gruppi di recupero, dove ha capito che «amare la vita è una possibilità concreta». Ha recuperato la sobrietà e la spiritualità, la forza per affrontare ogni situazione. E soprattutto è riuscito a capire che bere equivaleva a «morire una, due, trecento volte». «Ed è stato quando l’ho capito - conclude Tiziano - che è nata la mia voglia di risalire, da lì o da una delle altre decine di volte simili a quella. Era tutta una rovina, ma evidentemente prima della ricostruzione bisogna demolire, no?».   

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Ultimo aggiornamento: 2020-10-23 10:57:21 | 91.208.130.89