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Fedez ha criticato le affermazioni filo-negazioniste sul Covid-19 di Andrea Bocelli.
ITALIA
27.07.2020 - 21:000
Aggiornamento : 28.07.2020 - 10:56

Bocelli «umiliato e offeso per la privazione della libertà» durante il lockdown

Il rapper milanese ha risposto così al tenore: «Fare silenzio ogni tanto non fa male»

ROMA - Andrea Bocelli ha preso parte al convegno "Covid-19 in Italia, tra informazione, scienza e diritti" che si è tenuto oggi al Senato e che ha suscitato parecchie polemiche nella comunità scientifica italiana.

Il tenore ha preso la parola e ha dichiarato di essersi sentito «umiliato e offeso per la privazione della libertà di uscire di casa senza aver commesso un crimine». Bocelli, che aveva fatto sapere di essere guarito dal Covid-19 e si era fatto fotografare mentre donava il plasma, ha aggiunto di aver «violato le restrizioni uscendo lo stesso, perché ho una certa età e ho bisogno del sole e di vitamina D». Bocelli ha poi aggiunto: «Quando siamo entrati in pieno lockdown ho cercato d'immedesimarmi in chi doveva prendere decisioni così delicate. Poi ho cercato di analizzare la realtà e ho visto che le cose non erano così come ci venivano raccontate». 

I primi a criticare le sue posizioni filo-negazioniste, ammette, sono stati i suoi stessi figli, ma «mentre il tempo passava, io conosco un sacco di gente, ma non ho mai conosciuto nessuno che fosse andato in terapia intensiva, quindi perché questa gravità?». Il cantante aggiunge poi aver cercato di «creare un fronte trasversale, fatto di persone di buon senso, per fare qualcosa tutti insieme», coinvolgendo tra gli altri Renzi, Berlusconi e Salvini; presente al convegno e che si è rifiutato d'indossare la mascherina, anche dopo un richiamo di un funzionario del Senato».

La replica di Fedez - Le parole di Bocelli hanno avuto larga eco sui media italiani e sui social. Tra le reazioni spicca quella di Fedez, fatta di due tweet. Il primo, sibillino: «Io senza parole. Boh». Il secondo ben più esplicito: «Se non conoscete nessuno che sia stato in terapia intensiva e vi permettete d'instillare il dubbio che la pandemia sia stata fantascienza vi presento un mio amico che causa Covid ha dovuto subire un trapianto di polmoni a 18 anni. Poi fare silenzio ogni tanto non fa male eh». L'amico in questione è Francesco, vivo grazie a un intervento record al quale è stato sottoposto al Policlinico di Milano.

 

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