Benedict Cumberbatch: «Faccio tutto con moderazione»

Intervista di 20 minutes all'attore protagonista di "Doctor Strange", "Patrick Melrose" e "Sherlock Holmes"
LOS ANGELES - La miniserie "Patrick Melrose" da oggi verrà trasmessa anche sulla RTS, e 20 minutes ha colto l'occasione per intervistare l'attore Benedict Cumberbatch, che ha parlato di dipendenze e del rapporto tra famiglia e celebrità.
Come descriverebbe la serie "Patrick Melrose"?
«È la storia di un uomo brillante ma talmente ferito dalla sua infanzia che è sprofondato nel mondo della droga al punto di desiderare di suicidarsi. Psicologicamente è totalmente confuso, ma cerca di salvarsi. "Patrick Melrose" è l'adattamento di alcuni romanzi, ed è una delle sceneggiature più affascinanti che mi abbiano mai offerto».
Il personaggio è uno che vive tutto all'estremo. E lei?
«Io faccio tutto con moderazione. Poco vino, poco caffè... ho anche fumato qualche spinello nella mia vita, ma non ho mai superato i limiti. È proprio per questo che impersonare Patrick Melrose era un'ottima sfida per me. Volevo capire cosa può spingere un ragazzo a sfiorare la morte moltiplicando le dipendenze».
Cosa ha imparato girando questa mini serie?
«Che l'alcol è la sostanza che rende le persone più pericolose e deliranti. Per Patrick Melrose è la forma peggiore di dipendenza. Pensavo fosse la cocaina, ma impersonare Patrick mi ha ricordato di non superare mai le quantità, anche quando si parla di caffeina».
Tra "Doctor Strange" e "Avengers" usciti al cinema, e "Sherlock Holmes" in tv, la sua vita è piuttosto movimentata. Come vive tutto questo successo?
«Come per tutte le cose ci sono dei grandi vantaggi e degli enormi inconvenienti. La perdita dell'anonimato è la parte più difficile da superare. Ho imparato che devo stare lontano dagli sguardi quando non sto promuovendo un progetto se voglio mantenere sana la mia mente».
I suoi due bambini sanno che lei è una star?
«Sanno che i loro genitori sono artisti, ma la cosa si ferma qui. Christophe (4 anni) e Hal (3 anni) sono ancora sufficientemente piccoli per poterli proteggere».
Tra un po' saranno abbastanza grandi per vedere il loro papà recitare in "Doctor Strange". A quando il ritorno nella saga del film della Marvel?
«Confesso che preferisco guardare altri film quando sono a casa, che vedere la mia faccia in tv (ride). Un secondo "Doctor Strange" è previsto, ma è troppo presto per parlarne, perché tutti i dettagli non sono ancora stati confermati dal boss degli studi Marvel».




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