THE SUNNY BOYS
BELLINZONA
19.02.2020 - 06:000

The Sunny Boys: prima Rabadan, poi il sequel di "Jacky Boy"

Giovedì la band presenterà in anteprima alcune novità del nuovo show per il pubblico bellinzonese

BELLINZONA - Giovedì sera anche The Sunny Boys saliranno sul palco del Capannone Eventi per lo show di apertura di Rabadan 2020.

La band è ormai notissima alle nostre latitudini, anche (ma non solo) per "Jacky Boy", il singolo carnevalesco dello scorso anno e pezzo forte di ogni loro concerto in Ticino. Abbiamo colto l'occasione per fare quattro chiacchiere con Giuka, il frontman della formazione punk-rock italiana.

Che bilancio potete trarre, a un anno di distanza dal lancio del brano?
«È bellissimo vedere che un anno dopo le persone ancora la cantano, condividono il testo o la taggano su Instagram. Se pensi che non ha avuto una vera e propria promozione discografica, ma che l'abbiamo diffusa "sul campo"... ormai la suoniamo anche in Italia».

Con quali riscontri?
«Gli italiani che l'hanno sentita ai carnevali ticinesi poi ce l'hanno richiesta, e ora ci troviamo a dover fare la traduzione ticinese-italiano dei termini più ostici (ride, ndr)».

Possiamo dire che è il vostro più grande successo come band?
«Per noi, che facciamo quasi solo cover, è strano: il pubblico la canta  come gli altri brani e non ci rendiamo quasi più conto che in realtà l'abbiamo scritta noi...».

Non vi è mai venuta voglia di farne un sequel, di "Jacky Boy"?
«In realtà ci sarà, ma uscirà in primavera».

Quindi non userete nuovamente il Rabadan come piattaforma di lancio...
«L'anno scorso avevamo "regalato" al pubblico di Bellinzona "Jacky Boy", mentre quest'anno proporremo un'anteprima dello show del 2020, la cui scaletta sarà rinnovata quasi all'80%. Faremo poi 2-3 cose nuove, in esclusiva per Rabadan».

Mi puoi anticipare qualcosina?
«Ci sarà una nuova intro e un paio di canzoni nuove, ma anche sonorità rivisitate... Stiamo facendo un gran bel lavoro di rinnovamento. Quando hai una formula che funziona, il primo istinto è di mantenerla. Noi, invece, no».

Ma non rischia di essere controproducente?
«Credo che siamo stati accettati così bene, e in così poco tempo, perché portavamo qualcosa di nuovo. È sempre stata la nostra caratteristica. Dobbiamo cercare di tirar fuori qualcosa di ancora più sorprendente».

Rabadan non è il solo Carnevale ticinese di quest'anno, per voi...
«No, ci siamo esibiti anche a Lumino e Pura».

Come vi trovate a suonare nella Svizzera italiana?
«Ormai possiamo dire che è diventata la nostra seconda casa. Veniamo sempre molto volentieri e c'è sempre più gente. È bello per noi vedere i frutti del lungo lavoro che abbiamo fatto sulle persone, anche grazie al singolo dell'anno scorso».

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