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Arisa voleva tornare a casa durante l'ultimo Festival di Sanremo.
ITALIA
26.03.2019 - 14:000

Arisa e Sanremo: «Non volevo cantare, ma tornare a casa»

La cantante aveva la febbre durante la kermesse canora

ROMA - In una lunga intervista al Fatto Quotidiano Arisa ha parlato di musica, di ecologia e di Sanremo 2019. Non un'edizione particolarmente fortunata per lei: «Non volevo cantare, ma tornare a casa». Il motivo è la febbre che l'ha colpita e debilitata durante i giorni della massacrante kermesse canora. Tanto che la cantante avrebbe voluto «scendere dal palco e ascoltare gli altri».

Archiviata anche questa esperienza, Arisa ha parlato di quali sono le colleghe che la fanno emozionare: «Ho pianto per i brani di Emma, Elisa, Loredana Bertè, Giorgia; però in Italia è molto complicato. È un paese che segue un po' le mode, è difficile inserirsi». Tornando con la mente alla sua partecipazione a X Factor come giudice, ricorda quando due anni fa lanciò il rapper Lumi: «Mi sono incuriosita dai suoi contenuti, dalla testimonianza sui giovani, ma ha pagato lo scotto di essere un mio allievo, non è stato preso sul serio. Penso di penalizzare i ragazzi per la scarsa credibilità data a me da altri giudici; quella è una partita ci si dimentica del valore della bellezza e del talento, è più una questione personale».


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Arisa ha poi parlato di ecologia: «Una volta con un amico, dopo un concerto, siamo rimasti per raccogliere i bicchieri di plastica; poi in quel periodo mi era preso un trip: quando camminavo per strada, scovavo le bottiglie e le infilavo nei cestini. Capisco Greta (Thunberg, ndr) quando viene attaccata: negli anni ho visto negli occhi delle persone che mi guardavano l'espressione tipica del 'questa è scema'». Il suo impegno in passato era stato più ambizioso: «Mi ero mossa in Basilicata contro il petrolio [...]. Ora basta, agisco nel mio piccolo. Uso solo abiti di recupero, vintage, poi niente plastica».

Infine l'ansia, con la quale si trova a convivere prima di salire sul palco. «Spesso non ricordo nemmeno le parole delle mie canzoni: ho talmente tanta paura di non essere che a volte non sono». Per questo in passato ha chiesto aiuto ai cartomanti, poi ha cercato sostegno «dagli psicologi, oggi dai libri. E i libri rispondono sempre. Ho pure speso un sacco di soldi».

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