Keystone / EPA Ansa
ITALIA
19.02.2019 - 17:000

Una canzone italiana su tre in radio, la proposta piace sempre di più

Il progetto leghista raccoglie il consenso di Mogol e Beppe Carletti dei Nomadi

ROMA - La proposta di legge leghista che prevede la trasmissione "protetta" di un brano italiano su tre nelle radio nazionali (sia pubbliche che private) continua a raccogliere consensi.

Dopo l'iniziale plauso di Al Bano anche Mogol e Beppe Carletti si sono detti d'accordo. Il grande paroliere nonché presidente Siae ha dichiarato a La Stampa: «Ritengo quella proposta una cosa positiva perché concede spazio alla nostra cultura. Mi pare una cosa assennata, e poi la aspettiamo da anni una legge sulla musica. Penso anche che un provvedimento del genere vada incoraggiato anche con altre iniziative, come i limiti che andrebbero imposti al numero dei brani prodotti dalle radio, in modo che non diventi un trust».

Dello stesso parere è anche lo storico tastierista dei Nomadi: «Magari venisse approvata una legge del genere, in Francia c’è già da un po’. Fra l’altro questi network, le radio, prendono soldi anche in qualità di editori». In giro per il mondo tale misura viene applicata anche in misura più stringente: «Nei paesi di lingua spagnola quasi tutte le canzoni che si sentono sono in spagnolo, e poi il 30% non mi sembra una quota eccessiva. A me dispiace sentire così poca musica melodica italiana sulle radio di casa nostra, noi che ne siamo gli artefici». La musica italiana, continua il musicista, deve essere tutelata come le altre eccellenze del Made in Italy.

A chi considera la proposta "sovranista", Mogol ha replicato: «Allora la quota francese del 50% cos’è, nazista?».

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