Keystone
STATI UNITI
01.01.2019 - 17:140

Kevin Spacey in tribunale il prossimo 7 gennaio

L'attore dovrà rispondere alle accuse di aver molestato un adolescente nel 2016. I suoi legali: «Si dichiarerà non colpevole»

LOS ANGELES - Kevin Spacey dovrà comparire in tribunale a Nantucket il prossimo 7 gennaio per rispondere alle accuse di aver molestato un adolescente nel 2016. Il giudice della District Court, Thomas Barrett, ha respinto la richiesta dell'ex star di "House of Cards" di evitare di comparire, motivata dall'attore perché la sua presenza «avrebbe amplificato la pubblicità negativa già generata in relazione al caso».

Attraverso i suoi legali Spacey ha anticipato che il 7 gennaio si dichiarerà non colpevole delle accuse di «aggressione indecente e molestie». Il premio Oscar per "American Beauty" è stato denunciato nel novembre 2017 da una ex anchor della tv di Boston, Heather Unruh, per aver molestato il figlio diciottenne durante un incontro casuale in un affollato bar di Nantucket.

Da quando è finito al centro del versante gay dello scandalo delle molestie sessuali a Hollywood, Spacey è praticamente scomparso dalla circolazione. È ricomparso a sorpresa domenica scorsa, quando un fotografo del Daily Mail lo ha scovato in una lussuosa villa sul mare di Baltimora. Spacey è uscito di casa per andare ad acquistare una pizza che ha regalato al fotografo congratulandosi per lo scoop. La villa, secondo il tabloid britannico, sarebbe stata acquistata qualche mese fa da un trust anonimo per 6 milioni di dollari. In testa il divo indossava un berrettino da baseball con la scritta «In pensione dal 2017».

E sempre sul fronte dello scandalo molestie, è tornato alla ribalta provocando polemiche il comico Louis C.K.: in una registrazione emersa nel fine settimana, lo si sente mentre sul palco di un club di Long Island si fa beffe dei ragazzini sopravvissuti alla strage del liceo Parkland in Florida. Le battute di C.K., finito alla gogna del movimento #MeToo per aver molestato cinque donne, hanno creato indignazione tra le famiglie delle vittime: «Chi credete di essere? Non c'è ragione di starvi a sentire solo perché siete andati a un liceo in cui ragazzi sono stati uccisi da armi da fuoco», aveva detto C.K.: «A voi non è successo nulla. Solo perché avete spinto da parte qualche compagno grasso adesso devo stare ad ascoltarvi?».

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