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TENERO«Sono stata vittima di lettere anonime. E così è nato il mio nuovo romanzo»

26.11.18 - 06:01
Chiara Pelossi-Angelucci, mamma sprint dai mille interessi e maestra dell’“auto promozione”, è al suo quinto libro
Controluce di Paolo Cattaneo
«Sono stata vittima di lettere anonime. E così è nato il mio nuovo romanzo»
Chiara Pelossi-Angelucci, mamma sprint dai mille interessi e maestra dell’“auto promozione”, è al suo quinto libro

TENERO – Di professione fa la mamma, e ne va fiera. Chiara Pelossi-Angelucci è nota, però, soprattutto per le sue pubblicazioni. Cinque libri di un certo successo: due autoprodotti, due pubblicati da Sperling & Kupfer e uno, l’ultimo, dal titolo “Un’improbabile cacciatrice d’indizi – Lettere misteriose” da Capelli Editore di Mendrisio. Un volume uscito da poche settimane in libreria, ispirato a una storia vera. «Qualche anno fa– ricorda la scrittrice di Tenero – la mia famiglia ha iniziato a ricevere lettere anonime. È stato un periodo duro, al quale mi sono rifatta per realizzare questo mio nuovo romanzo».

Negli anni lei si è fatta notare anche per la sua abilità nella vendita. Chi la conosce la definisce una vera e propria macchina da guerra. Qual è la tua strategia?
«Quando pubblichi un libro ti aspetti che siano gli altri a fare promozione, a pubblicizzarlo, a venderlo, a proporlo. Insomma, tu hai faticato a scriverlo e qualcun altro dovrebbe occuparsi di tutto il resto. L’errore sta proprio qui».

Lei è una che non si fa problemi, quando si tratta di esporsi…
«Ogni nuovo libro per me è come un figlio, va coccolato, cresciuto, aiutato ad entrare in “società” e soprattutto spronato. Per questo motivo sono sempre in prima linea per cercare spazi sui giornali, spazi in tv, per stare a contatto con il pubblico. Se non ci credo io nel mio prodotto, perché dovrebbero farlo gli altri? Non da ultimo un libro è comunque un prodotto commerciale: una copertina accattivante e la pubblicazione poco prima di Natale sono un buon aiuto per le vendite».

Riavvolgiamo il nastro della sua vita. Chi è Chiara Pelossi-Angelucci?
«Sono nata in un paesino appena al di fuori del confine, in Valle Vigezzo da madre svizzera e padre italiano. Ci siamo trasferiti a Locarno quando avevo 10 anni. Passare da un villaggio di montagna in stile Heidi a una più vibrante realtà, quale era quella di Locarno, è stato uno shock. Da ormai dieci anni vivo felicemente a Tenero».

Nel tempo libero, oltre a scrivere romanzi divertenti, lei fa un mucchio di altre cose…
«Insegno cucina 100% vegetale presso i Corsi per Adulti del Cantone. Ho un blog di cucina che si chiama “Cavoli a merenda” e da un anno studio nutrizione presso un istituto americano. Mi piacerebbe trasformare le mie passioni in un lavoro reale in previsione di quando i miei figli non avranno più voglia di trascorrere tempo con la mamma».

Parliamo di “Un’improbabile cacciatrice d’indizi – Lettere misteriose”, il suo ultimo libro.
«Nasce dalla necessità di esplorare un genere diverso e dalla voglia di esorcizzare una situazione realmente accaduta alla mia famiglia. Due anni or sono siamo stati vittime di lettere anonime e, seppur nel libro non ci sia niente relativo al mio caso, avere provato personalmente le sensazioni legate a questa disavventura mi ha spronata a mettere su carta le emozioni che sentivo in quel momento. Il libro è ovviamente, come nel mio stile, un romanzo divertente e ricco di spunti di riflessione con tanti personaggi simpatici che non vorresti salutare mai».

Lei ha scritto libri molto diversi fra loro…
«Mi piace esplorare, mantenendo però il mio stile scanzonato e allegro. Una costante dei miei scritti è sicuramente la crescita personale, l’introspezione del personaggio, il sapersi prendere in giro e soprattutto il “non mollare mai”. Le mie eroine sono donne del giorno d’oggi, capaci di ridere di tutto affrontando la vita a braccia aperte e soprattutto con tanta ironia. Mi piace scrivere di loro perché mi rispecchiano e credo fermamente che la vita vada vissuta fino in fondo, anche quando ti ha maltrattato, ti ha messo alla prova e a volte ti ha pure delusa. In un mondo utopico mi piacerebbe che tutti riuscissero a stare sereni e a imparare dai loro errori per non doverne soffrire più».

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