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INTERVISTA
17.10.2018 - 06:010
Aggiornamento : 11:57

Ornella Vanoni: «Potevo diventare svizzera, accidenti a mia madre»

Avrebbe voluto diventare cittadina elvetica. E ci spiega perché. Vorrebbe mangiare una specialità alpina.  E ci dice quale. Ornella Vanoni sarà a Lugano il 28 ottobre

LUGANO - “Mi porta a mangiare la raclette?”. La richiesta arriva da una signora della canzone italiana. Ornella Vanoni a Lugano arriverà il 28 ottobre dove terrà un concerto al Lac dove presenterà la sua storia in musica. La raclette la conosce bene. “Ci devono essere anche le cipolline, le patate, i cetriolini.  E poi a Lugano voglio mangiare anche la polenta”. Al di là delle richieste culinarie Ornella Vanoni è molto legata al Ticino. Qui è venuta tante volte in concerto. In passato ha realizzato anche alcune trasmissioni televisive quando la Rsi si chiamava Rtsi. E parlando con lei scopriamo pure che avrebbe voluto diventare svizzera. 


Ornella Vanoni alla Rtsi in Musicalmente

«Io sono sfortunata - ci dice - perché mio padre, quando ero piccola, aveva costruito una bellissima casa su una collina a Lugano. Dovevamo andare ad abitare lì, ma mia madre non ci voleva proprio venire. Preferiva restare a Milano a giocare a carte con le amiche, quindi per colpa di mia madre purtroppo non sono svizzera e questa cosa mi fa incazzare molto».

E perché avrebbe voluto diventare svizzera?

«Ma che domanda. Siete in un paese più sicuro, avete una moneta più sicura. Si pagano meno tasse. E poi è un paese bello, Lugano è molto bella».

Il rapper Gue Pequeno, che vive a Lugano, si è lamentato che i negozi chiudono troppo presto. Tutti gli italiani ci rinfacciano che le saracinesche si abbassano  già alle 18.30.

«Succede anche in Inghilterra. Nei paesi nordici è così. Lì mangiano alle 7.00, vanno a letto presto, si alzano presto. Hanno un altro ritmo di vita. A  me non dispiace. Poi, se uno vuole fare le cinque del mattino pure a Lugano, può  farlo».

Parliamo di musica. Sono sessant’anni di carriera. Migliaia di interviste. Non si è mai scocciata di parlare di Ornella Vanoni?

«Tantissimo. Però mi tocca farlo. Ho una storia alle spalle e la racconto. Ci sono cose di questa storia che mi piacciono, e altre cose che non mi piacciono. Vede, la nostra esistenza è come la vita di uno scrittore che scrive tanti libri, alcuni buoni e alcuni meno buoni».

Lei ha cantato l’amore in tutte le sue sfaccettature. Oggi pensa di averci capito qualcosa di amore?

«Nessuno ha capito niente dell’amore. Ogni amore è una storia a sé. Anche i grandi poeti magnificano l’amore, ne fanno poesie meravigliose, ma l’amore è qualcosa di molto difficile da capire».

Però ha amato tanto; o forse è stata più amata?

«Diciamo che siamo in pari. Sono stata molto amata e ho molto amato.

E ha più tradito o è stata più tradita?

«E chi si ricorda. Sono stata sicuramente tradita, ma ho anche tradito. Una donna quando è innamorata tradisce per disperazione».

In una canzone cantava “Meglio avere dei rimorsi o dei rimpianti è un dubbio mio”, oggi ha capito se è meglio avere rimpianti o rimorsi?

«Difficile dirlo. Ne parlavo l’altra sera proprio con Paolo Fresu. Forse sono peggiori i rimorsi, fanno soffrire di più. I rimpianti alla fine sono legati a cose belle».  

Che cosa le dà fastidio oggi nella vita?

«Oggi non mi piace quasi più nulla. Detesto volgarità e ignoranza. Frequento pochissime persone, solo quelle con cui mi fa piacere avere un dialogo, gente con cui si può scambiare un’opinione».

La sua Milano però è diventata una città molto stimolante.

«Certamente. Però è tutto così esagerato. Prenda ad esempio la moda. C’è rimasto solo Armani che ancora mi piace con la sua essenzialità. Tutto il resto è over. C’è sempre troppo. Questa esigenza a voler fare di più. C’è stato un calo del lusso notevole. I grandi marchi tipo Zara hanno abbassato il livello».

Certo che in sessant’anni di carriera ne ha incontrati di personaggi. Chi manca all’appello?

«Manca Sting. Il mio sogno è cantare con lui. L’ho conosciuto in occasione di una serata dedicata a Versace, solo che dopo è arrivato un nubifragio ed è saltato tutto».

E tra le tante persone che oggi non ci sono più chi le manca?

«Sicuramente Lucio Dalla. Era il più grande di tutti. Straordinario per la sua intelligenza, per la sua varietà, per il suo modo di cantare».

Oggi che donna è Ornella Vanoni?

«Una donna serena».

Una bella conquista, la serenità. Come ci è riuscita?

«Sono serena perché sono contenta di quello che ho fatto nella vita. Contenta ad esempio di aver detto no tante volte. Ma soprattutto ho imparato una cosa».

Cosa?

«A non rincorrere il denaro. Oggi se una cosa mi piace la faccio anche gratis».

A Lugano come pensa di  incantare il pubblico.

«Ci saranno le mie canzoni, e poi ci sarò io che farò ridere, e questo mi diverte. Mi inventerò delle cose. La scaletta può cambiare a seconda dell’umore. Insomma sarà una continua sorpresa».

 Qui sotto un famoso brano di Ornella Vanoni in una lingua che vi stupirà

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