Da sinistra Emilio Giovanoli, Filippo Leoni, Ivo Gasparini.
ULTIME NOTIZIE People
STATI UNITI
6 ore
Gigi Hadid e Zayn Malik, un ottimo rapporto 
Sembra che la modella abbia ricominciato a sentire il cantante dopo essersi lasciata con Tyler Cameron
STATI UNITI
7 ore
Camila Cabello è innamorata di Shawn Mendes dal 2015 
I due sono fidanzati da qualche mese
STATI UNITI
8 ore
Ecco qui tutti i nominati per gli "Oscar della musica"
E sarà un faccia a faccia all'ultimo premio fra Billie Eilish e Lizzo, terzo incomodo fra le due sarà il rapper country Lil Nas X
ITALIA
9 ore
Serena Rutelli va a convivere: «Sono felicissima»
L'ex gieffina ha annunciato che a dicembre andrà a convivere con il fidanzato Alessandro Prince Zorresi
STATI UNITI
11 ore
La moglie di James Van Der Beek ha rischiato la vita durante l'aborto 
Kimberly ha voluto ringraziare tutti per l'affetto ricevuto
ITALIA
12 ore
Sara Affi Fella: «In molti si sono ricreduti su di me»
L'ex protagonista di "Uomini e Donne" aveva partecipato al programma nascondendo il fatto di essere già fidanzata
REGNO UNITO
12 ore
Gli incontri più importanti nella vita di Elton John, fra commozione e risate
Il cantante ha scritto un'autobiografia per raccontare la propria vita ai suoi figli
ITALIA
15 ore
Fernanda Lessa shock: «1000 euro al giorno per la cocaina»
L'ex modella ha rivelato che ancora oggi è in cura per cercare di disintossicarsi dopo il periodo del grande successo
FOTO E VIDEO
CANTONE
16 ore
“L'ufficiale e la spia” è impeccabile, a differenza di Polanski
L'ultima pellicola del regista, che racconta l'affaire Dreyfus con maestria, è un'opera che non merita davvero di essere così controversa
ITALIA
21 ore
Valentina Dallari respinge le accuse: «Non ho truffato nessuno»
L'ex protagonista di "Uomini e Donne" ha spiegato cosa è accaduto durante una serata in cui si sarebbe dovuta esibire e che invece è saltata
VIDEO
LUGANO
21 ore
Christian De Sica: «Roma oggi è come Bagdad dopo le bombe»
Trovò Charlie Chaplin alquanto strano. Il suo antidepressivo si chiama Frank Sinatra. Questo e altro in un’intervista all’attore romano che il 27 novembre sarà al Palazzo dei Congressi
ITALIA
1 gior
Emanuele Filiberto: «Alle elezioni prenderei il 20 per cento»
Il 47enne per ora non ci pensa ed è concentrato su altri progetti
STATI UNITI
1 gior
Jennifer Aniston fa il pieno: 20 milioni di follower per lei
L’attrice ha festeggiato il traguardo su Instagram postando un ironico video in cui piange dalla commozione
CANTONE
08.05.2018 - 06:010

Ecco la natura umana in 17 istantanee sonore

“NaturaHumana” è il primo album del giovane gruppo ticinese Il Saggio

BELLINZONA - Diciassette tracce da cui traboccano profonde riflessioni e impressioni su di noi, fragili esseri umani.

Filippo Leoni (voce, chitarra), Emilio Giovanoli (basso, contrabbasso) e Ivo Gasparini (batteria, percussioni) - che dal 2014 condividono la line-up della band - hanno amalgamato e confezionato sonorità - spingendosi in territori musicali anche molto distanti - cucendosele addosso quanto una seconda pelle o un completo su misura.

Cantautorato, world, blues, jazz trasudano dagli arrangiamenti, dalle strutture di questo primo gioiello. Un gioiello, per di più, che conta la collaborazione di Andrea Pedrazzini (Hammond, pianoforte) e di Franco Ambrosetti (flicorno).

«Il Saggio - ci spiega Filippo nel corso di una chiacchierata - è un modo per raccontare storie con un nome in grado di rappresentare tutti. Non vuole essere una voce autoritaria e superiore, ma, piuttosto, suscitare domande o emozioni».

Questo primo album arriva a quattro anni dal successo del singolo “Dove sta il mare” (2014). Perché tutto questo tempo?

«Dopo l’uscita della canzone, ci siamo dedicati ai concerti, senza più rientrare in studio. Per la scrittura di questi nuovi brani, così come per gli arrangiamenti e le registrazioni, inoltre, è servito molto tempo: è stato un lavoro enorme, se si pensa che parallelamente stiamo conducendo i nostri studi universitari...».

Raccontami in breve lo sviluppo del disco...

«Ho scritto molte canzoni durante una traversata dell’oceano Atlantico in barca a vela. Altre sono arrivate in seconda battuta…».

Nell’album avete raccolto 17 tracce: sono tante, soprattutto al giorno d’oggi. La media, come sai bene anche tu, è attorno alla dozzina. Che vuoi dirmi al riguardo?

«Probabilmente, la società richiede un prodotto più breve da fruire nel minor tempo possibile. Noi abbiamo preferito ragionare in modo diverso: sicuramente è un lusso, di cui, però, non potevamo fare a meno...».

I testi analizzano gli aspetti più intrinsechi dell’essere umano: raccontano di sopravvivenza, d’amore, di egoismo, di resilienza. Quanto c’è di autobiografico? Oppure hai osservato la vita di altre persone?

«L’aspetto personale risiede in ogni canzone, se non in modo autobiografico, sicuramente nel modo in cui osserviamo la vita degli altri. Ciononostante, nell’album vengono raccontate molte storie di persone conosciute, incontrate o, semplicemente, immaginate».

Si parla anche di quell’istinto che spinge l’uomo a fare pazzie. Tu ne hai mai fatte?

«Questo è un grande punto interrogativo dell’album. Si cerca di rispondere al perché l’uomo spesso compia certi gesti e con quale scopo. E spesso questi interrogativi rimangono aperti. Se io ho mai fatto pazzie? Forse…».

Quali sono le vostre maggiori influenze musicali? Quali i vostri ascolti durante il processo di lavorazione del disco?

«Ogni componente della band ascolta cose diverse, e questo, secondo me, è ciò che crea la ricchezza sonora del gruppo. Io ascolto molto blues, Ivo ascolta e crea musica elettronica, Emilio studia jazz... Per rispondere alla seconda domanda, comunque, personalmente, nell’ultimo anno non ho ascoltato musica, se non le tracce dell’album. Non ne ho sentito la necessità...».

Raccontami le sessioni di registrazione…

«Sono state effettuate prevalentemente in uno chalet in Valle di Blenio. Il tutto è durato circa quattro mesi. Successivamente, ci siamo spostati all’Auditoria Records di Fino Mornasco (CO), dove, con Antonio Chindamo, abbiamo inciso le parti di batteria e lavorato all’editing, al missaggio e al mastering. Anche quest’ultima fase ha richiesto vari mesi di lavoro e molte notti insonni...».

Come è nata la collaborazione con Franco Ambrosetti?

«Avevamo una canzone dove il suo flicorno si sarebbe adattato perfettamente, perciò gli ho scritto. Mi ha risposto entusiasta, dicendomi che il brano gli piaceva e che avrebbe lavorato con noi volentieri. Alla fine, ha suonato in due canzoni...».

Come vi siete sentiti in studio con un musicista del suo calibro?

«È una persona molto pacata, un vero gentiluomo. Per fortuna la musica non crea soggezione. Per cui suonare con lui è stato molto naturale. Nel contempo, per di più, si è creata anche un’amicizia...».

Info: facebook.com/ilsaggiomusic

 

Ingrandisci l'immagine
Potrebbe interessarti anche
Copyright © 1997-2019 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2019-11-21 03:08:30 | 91.208.130.89