Andrea Bertagni, classe 1978.
CANTONE
23.04.2018 - 06:010
Aggiornamento : 09:52

Ispirato ai delitti di Sessa e di Stabio: ecco il nuovo giallo ticinese

Nelle librerie arriva “La bambina nel bosco”. A scriverlo è il giornalista Andrea Bertagni, già autore di “Una montagna d’oro”

PREGASSONA – Un romanzo di fantasia, ispirato a fatti di cronaca vera. Andrea Bertagni, classe 1978, giornalista, torna in libreria dopo il successo di “Una montagna d’oro” (2015). La sua nuova opera si intitola “La bambina nel bosco” (Armando Dadò Editore) e già dal titolo promette tensione.

Perché questo libro?

«Dopo la centralità delle due gallerie ferroviarie del San Gottardo, fondamentali per il nostro Cantone per più motivi, che sono state il fil-rouge del primo libro, ho sentito l'esigenza di andare da tutt'altra parte. Quasi ai margini, in uno sperduto paesino in mezzo al bosco con una nuova storia e nuovi ritmi».

A quali episodi di cronaca nera si ispira?

«A ispirarmi sono stati in effetti alcuni episodi di cronaca nera realmente accaduti nei boschi della Svizzera italiana, come il delitto di Stabio, il delitto di Sessa e il ritrovamento di resti umani in Val Onsernone. I boschi sono luoghi magnifici, ma, come tutte le cose, possono avere due facce. Io ho scelto di rappresentarle entrambe. Con rispetto, umiltà e comprensione».

È il tuo secondo libro. Sei passato dal genere storico al genere thriller-giallo. Come ti senti in questa nuova veste?

«Scrivere un libro di genere giallo è stato piacevole e stimolante e non è detto che questo progetto non possa continuare. Vedremo. Molto dipenderà anche dai lettori, dall’accoglienza che riserveranno al commissario Malfatti, protagonista del romanzo».

Sei un autore ticinese. E hai scelto ancora una volta di rivolgerti a una casa editrice ticinese. Cosa significa essere autori ticinesi oggi?

«Essere un autore ticinese oggi significa essere immerso nella realtà ticinese odierna, che non è più quella di 10 o 20 anni fa. In poco tempo sono cambiate molte cose e il mondo dei libri è parte di questo cambiamento, che non si è ancora fermato».

Quanto è difficile promuoversi?

«Vendere e promuovere libri di autori ticinesi è forse diventato più difficile a causa dei grandi gruppi editoriali italiani che inondano quasi quotidianamente le nostre librerie e, nonostante tutto, non registrano grandi risultati, se è vero come è vero che vendere 3-5.000 copie in Italia è già considerato un successo. Non tutto però è negativo. Le case editrici ticinesi continuano a investire su autori locali e negli ultimi anni sulla scena letteraria della Svizzera italiana si sono affacciati nuovi autori con progetti letterari differenti, che a poco a poco si stanno facendo conoscere e apprezzare dal pubblico di casa nostra».

 

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