FOTO MARIE STAGGAT
Il dj e produttore tedesco Steve Bug.
ULTIME NOTIZIE People
STATI UNITI
11 ore
Riesplode l'amore tra Channing Tatum e Jessi J
Dopo essersi lasciati nello scorso mese di dicembre, la coppia ha deciso di riprovarci e sembra fare sul serio
ITALIA
19 ore
Il sogno della Gerini: «A 48 anni vorrei un terzo figlio»
In una recente intervista ha parlato delle sue relazioni importanti e di quella mezza storia con Carlo Verdone
STATI UNITI
1 gior
L'ex di Amy Schumer sta vivendo con lei... e suo marito
La bizzarra situazione è in parte giustificata per lavoro ma... non troppo: «Per me è come un'adolescenza sospesa», spiega lui
STATI UNITI
1 gior
Billie Eilish si era quasi tolta la vita: «Non credevo di arrivare a 17 anni»
La popstar ha parlato del suo 2018 infernale e dei suoi problemi di salute mentale: «Ero vuota e senza gioia di vivere»
ITALIA
1 gior
Belen e gli scatti da piccola diva
L’argentina ha postato alcune foto della sua infanzia: «Non è cambiato niente»
CANTONE
1 gior
Tre ticinesi a Parigi, nel nome dell'arte
Visarte-Ticino ha selezionato tre artiste per la residenza nella capitale francese da luglio 2020 a giugno 2021
STATI UNITI
1 gior
Bill Murray tornerà ad acchiappare i fantasmi
Mancava solo la sua conferma per "Ghostbusters: Afterlife", e ora è arrivata
LUGANO
1 gior
Dieci anni di Block Party: «Il primo lo finanziammo con la tredicesima»
L'inizio, il momento più esaltante e quello più difficile. In vista di sabato sera ne ripercorriamo la storia con Moko e Costa della Big Bang Family
LOCARNO
1 gior
Ligabue arriva a Moon&Stars
Il rocker italiano sarà il protagonista della serata che chiude il festival
STATI UNITI
1 gior
«Se vedevo una foto in cui sembravo grassa, io smettevo di mangiare»
Taylor Swift si è aperta per la prima volta sulla sua lotta con i disturbi alimentarI: «Se la gente si preoccupava, avevo la risposta pronta»
CANTONE
08.03.2018 - 06:010
Aggiornamento : 06:25

Steve Bug: «Non preparo mai i miei dj set»

Il dj e produttore tedesco sarà impegnato alla consolle del Living Room di Lugano domenica 18 marzo

LUGANO - Attesissimo il suo arrivo alle nostre latitudini. D’altra parte, stiamo parlando di una vera e propria autorità della musica elettronica, nello specifico, in ambito minimal techno e deep house.

Negli scorsi giorni lo abbiamo raggiunto sul cellulare.

Steve, dove ti trovi?

«A Berlino. Vivo qui da qualche tempo…».

Tra poco più di una settimana ti vedremo alla consolle del Living Room: che vuoi anticipare?

«Non preparo mai i miei dj set. E, francamente, non capisco nemmeno coloro che lavorano alla performance con largo anticipo. Prima di tutto, devi farti un’idea del club, dell’ambiente... I fattori da tenere in considerazione sono tanti...».

Nulla di predefinito, quindi...

«Esatto. Ciò che faccio, uno o due giorni prima della serata, è comprare nuova musica - in digitale e talvolta in vinile - per poi decidere, esclusivamente nel corso dei dj set, se utilizzarla o meno…».

Il 6 aprile, tramite Poker Flat, la tua label, pubblicherai “Paradise Sold”, un album su cui hai lavorato con Langenberg: come è nata la vostra collaborazione?

«Ci conosciamo già da qualche anno, più precisamente da quando lui, nel 2009, pubblicò del materiale con la Dessous Recordings, l’altra mia etichetta. Ma finora, insieme, non avevamo ancora realizzato nulla. La collaborazione in questi termini ha incominciato a prendere forma nel 2016 in maniera, devo dire, molto naturale. Ovvero, iniziando a sviluppare le idee confluite successivamente nei primi brani venuti alla luce, “Chord Cluster” e “The Teaze”, poi pubblicati - in digitale e vinile 12” - lo scorso mese di ottobre, come primo assaggio dell’album...».

Quant’è durato l’intero processo di lavorazione del disco?

«Circa un anno e mezzo. Ci siamo trovati in studio in maniera piuttosto irregolare a causa dei vari impegni di entrambi. Perciò, per portare a termine tutte le tracce è servito un po’ di tempo...».

Sono nove i brani raccolti all’interno di “Paradise Sold” (dieci per l'edizione riservata ad alcuni digital store): che vuoi dirmi delle influenze?

«Beh, sono tante. Di musica, io come Langenberg, in tutti questi anni ne abbiamo “ingerita” a tonnellate… C’è tutto, dal passato al futuro. Devo confessarti, però, che nel momento in cui sono in studio, non è mia abitudine pensare e riflettere in questi termini, ossia per stili o per generi… A dare l’impulso ai brani sono le sensazioni… Una riflessione stilistica, se così vogliamo definirla, secondo me, avviene in seconda battuta, soltanto dopo avere portato a termine il lavoro…».

Comunque, all’interno del disco, le sonorità della Detroit House sono piuttosto nitide…

«Beh sì, credo anche della mininal techno berlinese…».

Perché il titolo “Paradise Sold”?

«Diciamo che i titoli dei miei album, così come delle singole tracce, sono uno spunto, uno spunto per una libera interpretazione. Sono dell’opinione che la gente debba crearsi il proprio film, sulla base delle sensazioni percepite ascoltando la musica, contenuta in un intero disco o in un singolo brano…».

Info: soundcloud.com/stevebug

 

 

 

FOTO MARIE STAGGAT
Guarda le 2 immagini
Copyright © 1997-2020 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2020-01-26 03:13:26 | 91.208.130.89