CANTONE
22.12.2017 - 13:010

La realtà diventa fantascienza, o viceversa?

Dal Ticino un racconto social, mobile e «open source»

LUGANO - Pietro Veragouth, quarantotto anni, ticinese, è una persona senz’altro originale. Imprenditore, inventore, compositore, ha deciso di scrivere un romanzo non convenzionale, esplorando modalità inedite di scrittura e di fruizione del racconto.

Com’è nata l’idea di un romanzo dal titolo “Esistenza sintetica”?

Nasce da un’inquietudine con cui convivo da quando ero adolescente: che la vita che percepiamo come reale potrebbe invece essere frutto di un sogno, una simulazione, un esperimento o chissà cos’altro. Con questo racconto ho voluto esplorare l’ipotesi che attraverso le tecnologie che si stanno affacciando ai laboratori potrebbe presto diventare realtà.

Non è pura fantascienza, quindi?

No, tutt’altro. Come ho scritto anche nella premessa, quello che ricerco sempre in un racconto di fantascienza è la plausibilità scientifica degli argomenti trattati. Troppe volte, tuttavia, dietro a ipotesi intriganti si nascondono idee di pura fantasia che mi lasciano l’amaro in bocca. In “Esistenza sintetica” provo a esplorare il futuro simulando scenari possibili basandomi su tecnologie che in parte conosco bene, come per esempio la realtà aumentata e quella virtuale, l’olografia e la telepresenza, e altre di cui mi sono documentato in modo approfondito. Se, come inventore, devo limitare il campo a ciò che è concretamente realizzabile con i mezzi e le conoscenze odierne, come “autore” posso osare di più e sconfinare nel fantastico. Fantastico sì, ma alla condizione che sia scientificamente sostenibile.

Nella premessa parla di un racconto social e «open source». Cosa intende dire?

Amo l’innovazione in tutte le sue forme, ma il vero brivido lo provo quando viene rotto uno schema; è una cosa più forte di me. Mentre scrivevo questa storia mi sono reso conto che una cosa è scrivere un testo tecnico mentre tutt’altra è scrivere un romanzo: c’è la parte creativa (quella per me più stimolante), la trama, che nel mio caso ha tre linee narrative che s’intersecano, i personaggi, le scene, il registro, la forma e lo stile di scrittura. Il tutto deve avere un equilibrio e un ritmo che non rischi di annoiare. Non parliamo poi del fatto che un lettore si aspetta che sia interessante, coinvolgente e, ovviamente, bello (senza meglio definire cosa s’intenda per bello). In pratica una missione impossibile. Mi sono reso conto che scrivere un romanzo, alla fine, potrebbe non essere molto diverso dallo sviluppare un software (nel caso specifico un’applicazione no-profit e quindi realizzata per puro piacere). È questa convinzione che mi ha spinto a fare qualcosa di diverso, o almeno a provarci.

Si spieghi meglio.

Nel mio lavoro d’inventore, l’intuizione iniziale è la scintilla che innesca tutto il processo che porta poi alla realizzazione. Per passare dall’idea al mercato, tuttavia, le fasi da superare sono moltissime e l’idea, anche se buona, ne rappresenta solo una parte. Nel caso di un software (pur non essendo programmatore, ho partecipato allo sviluppo di alcune applicazioni), servono motivazione, costanza, tanto lavoro e, non guasta, una certa dose di entusiasmo e ostinazione. Ma questo non basta ancora. L’idea va affinata, si devono trovare le risorse, e ancora non basta. Ci si deve quindi confrontare col mercato e, sempre che il mercato lo accolga positivamente, il prodotto finito va ulteriormente perfezionato. Si passa dall’idea nella testa, a una prima bozza buttata giù sulla carta, a un diagramma con i flussi principali e si comincia a sviluppare una demo grezza giusto per capire se può funzionare. Ci si confronta con un ristretto numero di potenziali utilizzatori e, in base alle critiche (che molte volte possono essere avvilenti), si procede alle modifiche e si fa un ulteriore round di valutazione. A questo punto si realizza la prima versione (alfa) e la si fa testare ad altri utenti che faranno anche loro tutti i commenti del caso, e con queste integrazioni si passa alla seconda versione (beta), che è la versione messa a disposizione del pubblico e che resta in attesa dei suoi feedback. Da lì si passa alla versione successiva (1), a quelle migliorate (1.1, 1.2…), a quella risviluppata in modo importante o ampliata (2.0) e così via. Alla fine, grazie al contributo di tutti, ci ritroviamo con un’applicazione molto migliore rispetto a quella iniziale anche se il core, per dirla in linguaggio tecnico, rimane fedele all’idea iniziale. Non voglio annoiare, ma nel caso di Esistenza sintetica, lo vedo come un progetto di sviluppo «open source» che potrebbe nel tempo evolvere in modo del tutto inaspettato.

Open source?

In informatica, il termine open source (sorgente aperta) indica un software di cui gli autori rendono pubblico il codice sorgente, permettendo a terzi di apportarvi modifiche ed estensioni. La mia idea è quella di adottare lo stesso modello ma nel campo della scrittura creativa. Dopo aver steso una prima bozza provvisoria, ho lanciato una richiesta su un forum di discussione online e si è fatto subito avanti Igor Ciminelli, con il quale c’è stata un’intesa immediata. Grazie all’incontro con Igor il mio racconto si arricchito di spunti e nuove riflessioni, contaminazioni che hanno origine da un punto di vista diverso e completamente nuovo. Certo, la storia è un po’ cambiata, ma grazie al suo apporto il risultato è sicuramente più rifinito e migliorato sia nei contenuti che nella forma. Come ho detto, però, questa non è che la rampa di un progetto in evoluzione.

Come avviene in pratica la collaborazione?

Ora che la versione beta è stata rilasciata, abbiamo deciso di estendere e semplificare la partecipazione dei possibili co-autori utilizzando Wattpad, una piattaforma online (ed utilizzabile anche da smartphone, grazie all’apposita app) che permette al lettore di inserire suggerimenti, commenti, critiche, contenuti o anche di modificare direttamente il testo. In questo modo chiunque potrà dare il suo contributo per arrivare alla versione 1.0. La cosa intrigante è che oggi non possiamo in nessun modo prevedere come evolverà il racconto. Sono davvero curioso di scoprire quello che succederà.

È POSSIBILE LEGGERE GRATUITAMENTE IL ROMANZO ALL’INDIRIZZO www.esistenzasintetica.com

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