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INTERVISTA
10.08.2017 - 06:100
Aggiornamento : 08:48

Paola Turci a Locarno: «Lo faccio una volta al giorno»

Fa parte della giuria Cineasti del presente. Con lei abbiamo parlato di film, di quante volte va al cinema, di comicità e dell’ultima volta che un film l’ha fatta piangere

LOCARNO - «Quando non lavoro e sto a  Roma lo faccio una volta al giorno.  Verso le 15.00 con la mia amica regista Maria Sole Tognazzi». Liberiamo il campo da ogni dubbio. Stiamo parlando di film e di quante volte andiamo al cinema. Lei è Paola Turci. L'abbiamo incontrata in passato a Lugano per promuovere il suo ultimo disco. Oggi invece è a Locarno, dove fa parte della giuria Cineasti del presente. Un ruolo che sta vivendo con massima serietà e dedizione. «Locarno è un festival importante. Moderno. Contemporaneo. Alternativo. Insomma grande. Si respira cinema anche quando vai a fare colazione, quando cammini per strada e incontri registi e attori. È un'atmosfera unica».

Come si sente lei cantante, in giuria assieme ad altre personalità del cinema?
«È un'esperienza bellissima. Sono in compagnia di un regista egiziano, uno argentino, e due attrici, una olandese e una norvegese. Un incontro che è un continuo scambio di idee. Un vissuto che arricchisce».

I suoi inizi tra l'altro sono legati alla recitazione.
«È vero. Ho fatto l’accademia di teatro. Stavo diventando un’attrice. Avevo già iniziato a fare provini e qualche spettacolo teatrale. Poi è arrivato l'incidente che mi ha spaccato la faccia, mi ha cambiato i connotati e ho messo da parte o miei sogni di attrice».

Quindi è un capitolo chiuso?
«Mi verrebbe da dire mai dire mai. Mi piace il lavoro dell’attore, credo che faccia parte del mio modo di essere,  nel senso che amo molto uscire dalla mia vita per entrare in quella degli altri».

In che genere di film si vedrebbe?
«Piuttosto che scegliere, preferirei essere scelta da qualche regista. Ce ne sono alcuni che mi spronano a fare film, ma  finora non è successo. Non ancora».

Quando è stata l’ultima volta che ha pianto guardando un film?
«È successo tre giorni fa proprio qui a Locarno. Non posso dire molto ma c’è stato un film che mi ha coinvolto molto, che ho trovato emozionante sotto tanti aspetti, dalla regia, al montaggio, alla recitazione».

Pensando invece ai film del passato, ce n'è uno in particolare dove le sarebbe piaciuto esserci?
«Mi sarebbe piaciuto tantissimo prendere parte a "Frances” interpretato da Jessica Lange, perché è come quando ti immagini allo specchio ma non ti vedi. Quando io sono di buon umore mi immagino bella e forte come lei,  tormentata ma anche combattiva».

Ha mai pensato invece di scrivere una colonna sonora?
«Se oggi non avessi in testa altri progetti sarebbe molto interessante».

Quando era adolescente che film guardava?
«I tipici film adolescenziali. La febbre del sabato sera, e poi L’amante, In the mood for love. Ero già allora attratta dalla musica».

Pensando alla sua storia ritiene che la sua vita sia più una commedia o un dramma?
(ride) «Una commedia tragicomica».

Perché in fondo  l’ironia ci salva?
«Assolutamente. Soprattutto quando c’è una tragedia. Ci tiene vivi. Ho sempre bisogno di ridere, anche nelle mie disavventure».

Nel cinema chi o cosa le fa ridere.
«Mi fa ridere Edoardo Leo. Mi hanno fatto tanto ridere i personaggi di Carlo Verdone. Ricordo di aver riso tanto su certe battute di un film della Comencini. Mi fanno ridere Paolo Genovese e Mastrandrea. C’è una comicità però che non mi coinvolge ed è quella dei cinepanettoni tanto per intenderci».

Locarno vuol dire solo cinema?
«Non ho ancora avuto tempo per farmi una passeggiata. Sono molto presa. Devo vedere i film, poi devo terminare anche alcuni articoli. Ma domani mi sono presa del tempo libero per visitare la città. Ho già individuato delle destinazioni e mi sembrano davvero molto belle».

 

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Commenti
 
Flavio Zana 2 anni fa su fb
adoro quando la normalità diventa titolo di notizia.
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Ultimo aggiornamento: 2020-02-20 06:30:14 | 91.208.130.87