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CANTONE
21.10.2015 - 06:000

Davide Van De Sfroos si racconta tra musica, figli e... sorprese

Il cantautore dopo tanti anni torna alla Fabrique di Castione in concerto

TICINO - Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Davide Van De Sfroos, che sabato 24 ottobre si esibirà tra le mura de La Fabrique di Castione.

Davide, cosa puoi anticipare a coloro che assisteranno alla tua performance?

Il ritorno a La Fabrique dopo tanti anni prevede un concerto come quelli di una volta, ovvero con la band al gran completo e tanta energia. Non sarà uno show mirato su un album specifico. All’interno della setlist figureranno brani vecchi e nuovi, suonati in modo molto diretto. In pratica, una sorta di “Greatest Hits” in dimensione live…

Immagino tu stia lavorando al prossimo disco… Cosa puoi dirmi al riguardo?

C’è una sorpresa che sta per arrivare, ma non posso ancora parlarne…

Quali i tempi?

Arriverà poco prima di Natale…

Com’è la “giornata tipo” di Davide Van De Sfroos, al di là della musica e degli impegni promozionali?

La mattina è abbastanza libera. Nel momento in cui i bambini (Pietro, 13 anni; Luca, 11; Vittoria, 8) rientrano da scuola scatta lo scambio con mia moglie nell’accompagnarli a rugby, a teatro e a ginnastica. Un via vai continuo “alla Taxi Driver”… (ride). Nel frattempo, anch’io mi dedico a qualche “mestiere casalingo”, ovvero passare il folletto e lavare i piatti.

Non stiri?

No, non ne sono mai stato capace…

C’è un “mestiere casalingo” che detesti?

Non amo tinteggiare, mi irrita spostare tutta la mobilia… Preferisco affidarmi a dei professionisti…

Forse dovrei chiederlo ai tuoi figli, ma che tipo di papà sei?

Diciamo che vado e vengo come una perturbazione… Con tutti i mezzi a mia disposizione - ovvero la calma, la fantasia e qualche volta anche la rabbia - cerco di trasmettere ai miei figli ciò che credo sia importante. Non impongo nulla, sono loro a dovere scegliere, ma nel contempo sono abbastanza intransigente su ciò che può essere pericoloso, dannoso, sconsiderato e, soprattutto, quando non c’è rispetto tra loro o nei nostri confronti…

Cosa fai quando hai qualche minuto per te stesso?

Mi piace praticare un certo riequilibrio dei pensieri: camminare, confrontarmi con gli spazi, con la solitudine, ascoltare musica prevalentemente strumentale…

Qual è l’ultimo album che hai comprato?

“Ashes & Dust” (Concord Music Group, luglio 2015) di Warren Haynes. Un grande disco. Poi, ho preso una ristampa in vinile 180 grammi di Johnny Cash…

Compri ancora i 33 giri, quindi…

Diciamo che sto facendo una manovra al contrario: con l’arrivo del cd li avevo venduti tutti, ma ora, talvolta, mi piace riprendere qualche titolo storico di nuovo in vinile…

Qual è l’ultimo film che hai visto al cinema?

Fammi pensare… “American Sniper”… Quindi è passato quasi un anno…

Sul tablet invece cosa hai visto recentemente?

“Calvario” (Irlanda, 2014) di John Michael McDonagh. Un film che non è affatto una passeggiata…

E per concludere… L’ultimo libro che hai, o che hai avuto, sul comodino?

“Il vecchio che leggeva romanzi d’amore” (Guanda, 1993) di Luis Sepúlveda che, tra l’altro, non avevo mai letto e che mi ha entusiasmato tantissimo…

 

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