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REGNO UNITO"Blowin' In The Wind" cambia pelle e forse anche il mercato

09.07.22 - 12:30
La versione del celebre brano è stata incisa su disco "Ionic Original", ad altissima qualità
Keystone
"Blowin' In The Wind" cambia pelle e forse anche il mercato
La versione del celebre brano è stata incisa su disco "Ionic Original", ad altissima qualità

LONDRA - I grandi classici non solo - per definizione - non tramontano mai, ma con il tempo possono persino “rinnovarsi”. È il caso di “Blowin’ In The Wind", celebre brano del 1963 targato Bob Dylan. Una nuova versione di questo intramontabile evergreen è stata venduta all’asta da Christie’s giovedì scorso, al prezzo di 1,5 milioni di sterline. Si tratta della prima nuova registrazione in studio da quando il cantautore scrisse il brano nel 1962. Al momento, non si sa ancora il nome del vincitore dell’asta. 

Nuova tecnologia, nuova versione - La registrazione è stata presentata su disco “Ionic Original”, una tecnologia che offre una qualità audio superiore persino a quella dei vinili. L’idea è stata del cantautore T-Bone Burnett, vincitore di un Grammy, che ha anche prodotto e suonato questa nuova versione. «L'abbiamo registrato dal vivo - ha dichiarato alla BBC - e credo che l'abbiamo fatto in one take, se non sbaglio». La canzone di protesta in questa nuova veste cambia tono, grazie alla pronuncia differente del testo da parte dell’artista. Inoltre, a differenza dell' originale, è presente anche una band di supporto ad affiancare Dylan.

Cambierà il mercato discografico? - I fan del menestrello del rock, tuttavia, rimarranno delusi. Il disco è stato venduto come oggetto unico, pertanto l’acquirente non ha nessun diritto per quel che riguarda la distribuzione. «Ne facciamo uno solo perché è il modo in cui vogliamo presentarlo al mondo. È l'equivalente di un dipinto a olio», ha detto Burnett. Aggiungendo in seguito che i futuri pezzi unici potrebbero essere venduti anche sul mercato delle belle arti, così da sostenere gli artisti i cui introiti sono stati ridotti dallo streaming e dal calo delle vendite dei CD. «Col tempo, man mano che riusciremo a sviluppare questo mercato, ogni musicista potrà accedervi e avrà un modo completamente nuovo di guadagnarsi da vivere». Il produttore prosegue con una considerazione interessante: «I musicisti sono stati vittime dell'era della riproduzione meccanica. Ora stiamo tornando al futuro, con pezzi unici di arte singolare».

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