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"In Extremis", come uscire dalla "comfort zone" per ambire a qualcosa di più

CANTONE"In Extremis", come uscire dalla "comfort zone" per ambire a qualcosa di più

23.05.22 - 06:00
Nuovo singolo e videoclip per i Barbie Sailers, con un ospite d'eccezione
BARBIE SAILERS
CANTONE
23.05.22 - 06:00
"In Extremis", come uscire dalla "comfort zone" per ambire a qualcosa di più
Nuovo singolo e videoclip per i Barbie Sailers, con un ospite d'eccezione

MALVAGLIA - Lo scorso 20 maggio i Barbie Sailers hanno dato alle stampe "In Extremis", il loro ultimo singolo e prima uscita discografica di un 2022 che li vedrà molto attivi. La band alternative rock ticinese, composta da Thierry Jaccard (voce), Alex Sassella (chitarra), Jonathan Vitali (batteria) e i fratelli Elia (basso) e Giona Bazzi (chitarra), ha grandissime aspettative riguardo a questo brano: «È probabilmente la miglior canzone che abbiamo mai scritto» e vanta un ospite speciale del calibro di Kellin Quinn (cantante e tastierista degli Sleeping with Sirens). Abbiamo chiesto loro cosa gli spinge a dirlo.

Questa volta vi siete decisamente sbilanciati...
«Lo dicevamo anche 10 anni fa rispetto alle canzoni che scrivevamo in quel momento, e riascoltandole ore, beh…forse proprio le migliori non sono state (ride, ndr)! Ma non rinneghiamo niente, tutto fa parte del percorso. In questo caso, le nostra esperienza maturata negli anni, il tempo dedicato alla scrittura e alla produzione e la cura dei dettagli ci fanno affermare che probabilmente a oggi è il nostro miglior pezzo. Poi il riscontro definitivo lo avremo come sempre dai nostri ascoltatori!».

Cosa succede "In extremis" al protagonista del brano? C'è la sensazione di essere in bilico, sull'orlo di qualcosa. Ma di cosa?
«Il brano può essere interpretato in diversi modi. Parla di quando ci si sente bloccati in una situazione di “comfort”, dove si ha tutto ma allo stesso tempo non vi sono più possibilità di conseguire nuovi traguardi. Riuscire ad abbandonare una situazione di questo tipo per ambire a qualcosa di nuovo e sconosciuto può essere una sfida davvero difficile, e più il tempo passa restando in biblico sull’orlo di questa scelta, più si sente aumentare la pressione».

Cosa caratterizza la canzone, musicalmente parlando?
«È diretta e piuttosto orecchiabile. È caratterizzata da una ritmica dinamica con chitarre solide e presenti, dove trovano spazio anche diversi dettagli elettronici. La linea vocale rimane però la parte principale di questo brano».

Come è nata la collaborazione con Quinn?
«Kellin canta in una band che è spesso stata d’ispirazione per noi. Sappiamo che a volte dedica del tempo ad alcune collaborazioni e, avendo un amico in comune, siamo riusciti a contattarlo. Ha una estensione vocale davvero impressionante e completamente fuori dalla nostra portata, ed è quindi riuscito a dare davvero quel “qualcosa in più” alla nostra canzone».

E riguardo al videoclip?
«Come quello di "Breathe", è completamente ideato e autoprodotto. È piuttosto impegnativo e non sempre facile, ma ci stiamo prendendo gusto!».

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