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CANTONEQuelle "Latitudini Italiane" nate a Vilnius (da una band ticinese)

18.02.22 - 06:00
È stato registrato durante un festival nella capitale lituana l'album live di Umberto Alongi & i Contrada Errante
KYRHIAN BALMELLI
Quelle "Latitudini Italiane" nate a Vilnius (da una band ticinese)
È stato registrato durante un festival nella capitale lituana l'album live di Umberto Alongi & i Contrada Errante

LUGANO - Il grande amore di Umberto Alongi per la musica italiana sta tutto in un disco live, "Latitudini Italiane", uscito nelle scorse settimane e che unisce brani del repertorio del cantautore ticinese e "classiconi" come "E tu come stai" di Claudio Baglioni, "Hey Man" di Zucchero e "Cosa resterà di questi anni '80" di Raf. «È il disco che documenta il tour che avevamo già preparato un anno e mezzo fa e che si è allungato per la preparazione dell'album "Equidistanti" e per le difficoltà legate alla pandemia» ci spiega Umberto. «L'abbiamo registrato in Lituania nel settembre 2021» insieme ai Contrada Errante.

Come mai questa location "esotica"?
«È stato in occasione di un festival a Vilnius. È stato un tributo alla musica con la quale io e i membri della band siamo cresciuti. Con in più un estratto delle canzoni che ho portato in classifica e in radio in questi anni. Partecipavano quattro band in quattro giorni ed è stata una grande emozione vedere gli spettatori lituani ballare sulle note della musica italiana e cantare le canzoni insieme a noi, segno che c'è tanta voglia di musica italiana nel mondo - e che abbiamo azzeccato il repertorio (ride, ndr)».

Come siete arrivati a partecipare a quel festival?
«Abbiamo trovato un'agenzia booking che ci sta portando un po' in giro e che ci ha già organizzato, Covid permettendo, degli eventi molto belli - che arrivano fino a un festival in provincia di Modena a maggio 2023».

Del tipo?
«Tra giugno e agosto avremo svariati concerti nel sud dell'Italia: Basilicata (un concerto in spiaggia a Scanzano Jonico), Sicilia (inaugureremo un nuovo progetto di Fincantieri a Pozzallo) e così via. Ci sono delle date in ballo anche in Ticino, ma abbiamo atteso per valutare gli allentamenti...».

Cosa ti resterà nella memoria di quella esperienza?
«Il ricordo di una città molto bella, un'organizzazione dell'evento fantastica che ci ha messo a disposizione anche dei coristi preparatissimi... Poi l'entusiasmo del pubblico, che aveva voglia di lasciarsi alle spalle due anni tremendi».

Siete partiti subito con l'idea di fare un disco dal vivo di quel concerto?
«L'idea iniziale prevedeva che fosse una demo o un ricordo da lasciare durante i concerti. Poi è diventato un vero e proprio album, stampato in cd e con la download card (oltre che presente sulle piattaforme di streaming e negli store online, ndr».

Ci sei tu, con la nuova band. Come sono nati e chi compone i Contrada Errante?
«Negli ultimi anni mi sono sempre rivolto a dei turnisti, proprio per la difficoltà di mettere insieme una band. Però, così, il progetto mancava di continuità e condivisione con tutti i partecipanti. Non c'erano quei momenti di confronto che si formano in un gruppo. Tutto è partito da una chiamata di Max Bona e poi si sono aggiunti vari musicisti, compresi alcuni con i quali ho lavorato in passato. Si è arrivati così alla formazione composta da me voce e chitarra, Bona al basso, Gianluca Martino alle chitarre, Michel Lorenzi ai fiati e tastiere, Tommy Thol alla batteria e percussioni. Ultimamente si è aggiunto anche Ivan Santangelo, lo storico chitarrista dei Diesel 23 con i quali avevo già suonato in Ticino».

Noto che non è "la band di Umberto Alongi", ma una formazione con la propria identità...
«È un po' lo stesso concetto degli Stadio con Lucio Dalla. A me non dispiace, così anche loro sono partecipi e co-responsabili del progetto. È una formula che sta funzionando bene e poi, vivendo tutti sul territorio ticinese, è tutto più facile. Sviluppiamo musica in Ticino e la portiamo un po' in giro».

Avete preso parte anche a Musicultura, senza purtroppo riuscire a raggiungere la finale. Mi vuoi parlare di questa esperienza?
«È uno dei festival musicali italiani per eccellenza, è davvero qualcosa di storico. Ho inviato due brani, che hanno avuto ottime recensioni (uno sembra che sia stato apprezzato un po' di più). Purtroppo non è andata... Amen».

"Latitudini italiane" avrà un seguito?
«Sì, sarà "Latitudini rock", un album che mi riporta un po' alle mie origini musicali. Spero di presentare un singolo nei prossimi tempi».

Di cosa parlerà?
«Sarà una ballata in rock melodico ispirata a una storia vera un brano dedicato a una mamma e una bambina mai nata, perché il padre non ha avuto il coraggio di prendere la decisione giusta - quando l'ha presa era ormai troppo tardi».

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