Viscerale, a tratti violento: Stendeck presenta "Carnage"
STENDECK
"Carnage" è il titolo del nuovo album di Stendeck.
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30.06.2021 - 06:300

Viscerale, a tratti violento: Stendeck presenta "Carnage"

Dopo anni di attesa è arrivato il nuovo album del musicista elettronico ticinese

LUGANO - "Carnage" è il titolo del nuovo album di Alessandro Zampieri, meglio noto nell'ambiente musicale (internazionale, mica solo ticinese) come Stendeck. Paladino della IDM (la Intelligent Dance Music), è un musicista che padroneggia l'elettronica come pochi, a queste latitudini.

Lo si vede chiaramente in "Carnage", ambizioso lavoro pubblicato dalla Hymen Records e composto da 13 tracce avvolgenti e incalzanti. Un vero e proprio viaggio musicale (e spirituale) della durata di 69 minuti. Ma lasciamo che sia lui stesso a spiegarci nei dettagli in cosa consiste il suo ultimo lavoro, che arriva a ben sei anni di distanza dal precedente "Folgor" (con in mezzo la parentesi del Collectif Obscur).

Quali sono le caratteristiche di "Carnage"?
«"Carnage" ripercorre le esperienze e la mia percezione delle cose e del mondo negli ultimi anni. In un'epoca in cui la verità è più un'opinione che un fatto, e in cui i fatti diventano scopo di cospirazioni. L'odio è una conquista della supremazia in cui ognuno è aspirante sovrano, in cui il pubblico è il giudice e l'esecutore. Dove l'immagine è più importante del significato, dove tutto è subito accessibile, dove i like hanno un peso sulla vita personale. La carneficina è una cerimonia che si celebra al giorno d'oggi. "Carnage" è un album viscerale, a tratti violento, con degli improvvisi stacchi ambient, spirituale ed evocativo».

Come è nata la collaborazione con Kristi Lyn Scaccia?
«La storia è abbastanza assurda. Durante la lavorazione del disco ho sentito la necessità di sperimentare con delle parti cantante. Ho avviato delle collaborazioni con delle persone che conoscevo, ma poi per altri impegni non siamo riusciti a concretizzare. Una sera ero in un pub irlandese di Lugano con mio fratello Andrea, e stavamo discutendo sul fatto che ero rimasto senza cantante, e che per la lavorazione del disco stava diventando un problema. Sono andato in bagno e al ritorno mio fratello mi dice: "Ho trovato la cantante". Ho pensato mi prendesse in giro. Si gira e mi presenta Kristi, una ragazza di Miami che gli aveva chiesto in inglese se poteva accedere al bancone per ordinare... E mio fratello le aveva detto "Ok, però prima devo chiederti una cosa... Tu canti?" e lei aveva risposto di sì. Nei giorni successivi mi ha spedito una demo, il timbro vocale era quello che cercavo, e così è iniziata la collaborazione... Ancora a raccontarla, questa storia mi sembra impossibile...».

Chi altro troviamo nell'album?
«Ci sono altre voci registrate con il coro "Les Voix Obscures", oltre alla partecipazione di mio fratello, che mi ha aiutato nella scrittura dei titoli e dei testi».

Il tuo processo compositivo si è modificato, rispetto ai precedenti lavori?
«È sempre lo stesso, molto spontaneo. Spesso ho già in mente cosa voglio esprimere con la musica. È come se vedessi le emozioni nella mia mente, e sento i suoni che possono esprimerla, l'impatto che deve avere il brano mentre lo ascolterò. È qualcosa di cui ho bisogno per esprimermi e per provare/raccontare determinate emozioni. Di conseguenza la ricerca e la manipolazione del suono è sempre più importante. Forse l'unica differenza rispetto a prima è che dedico molto più tempo alla ricerca del suono rispetto alle melodie, che poi alla fine si creano spontaneamente con le armonie, frutto dell'esplorazione sonora».

Come descriveresti "Carnage", usando una sola frase?
«"Carnage" rappresenta un vertiginoso crescendo di emozioni che impazziscono e si infrangono violentemente contro ciò che ci circonda, per trovare una pace temporanea».

Cosa puoi dirci del videoclip di "Somewhere Nobody Knows"?
«Si tratta di un video che è stato girato nei "magici" boschi di San Clemente in Capriasca, con l'aiuto della Tesla's Cat Productions, ed è stato interpretato da Missevildead. Dietro al testo e alla simbologia delle immagini si nasconde la visione dell'amore incondizionato che si scontra con l'egoismo e la fragilità, la paura di perdere qualcosa di caro e di non essere abbastanza forti per accettarlo. Per sempre ed esclusivamente, prigionieri dell'insicurezza e della codardia».

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Ultimo aggiornamento: 2021-09-21 22:57:27 | 91.208.130.85