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ITALIA
17.10.2019 - 13:450

Kikò Nalli torna a parlare dell'aggressione

L'ex gieffino ha detto di escludere categoricamente che il fatto potesse essere premeditato

ROMA - Kikò Nalli è tornato a parlare dell'aggressione subita alcuni giorni fa da parte di alcuni teppisti e ha detto di escludere categoricamente che il fatto potesse essere premeditato. Negli ultimi giorni infatti sui social sono circolati alcuni rumour secondo il vile attacco subito dall'ex gieffino sarebbe stato causato anche dal suo rapporto professionale a d'amicizia che lo lega a Barbara D'Urso, il cui nome era stato tirato in ballo proprio dagli aggressori.

«Barbara non c'entra nulla. Ma va là, che c'entra la D'Urso!? Insultavano la televisione che facevo, la D'Urso, il Grande Fratello e i suoi personaggi. Era tutto un insulto verso personaggi che magari a loro stavano sul cavolo. Non era premeditato», ha dichiarato Kikò durante un'intervista rilasciata al programma radiofonico "Non Succederà Più".

Il 49enne ha poi ripercorso l'accaduto: «Mentre stavo andando verso la macchina sentivo delle urla: 'Str***o, pezzo di me**a, chi credi di essere? Giusto delle foto con delle ragazzine ti puoi fare'. Io però ho fatto finta di nulla. Pensavo fosse il classico invidioso. Ho proseguito, ho aperto lo sportello della macchina e si sono presentati due ragazzi con uno scooter. Io continuavo a fare finta di niente. Urlavano contro di me, contro il Grande Fratello, contro Barbara D'Urso. Alla fine si sono affiancati alla macchina e mi urlavano».

L'ex marito di Tina Cipollari ha anche rivelato che gli aggressori avevano i volti coperti. «Mentre parlavo l'altro mi ha sferrato una botta in testa, non so con cosa, forse con un sasso. Mi ha lasciato un bel segno in testa. Ho avuto cinque secondi di sbandamento e in quel momento sono fuggiti», ha aggiunto. Kikò ovviamente ha subito sporto denuncia come ha raccontato lui stesso in alcune Instagram Stories pubblicate dopo l'accaduto. «Malgrado abbia sporto una denuncia alle autorità competenti, non ho avuto modo di riportare la targa dello scooter, che è stata opportunamente coperta», ha concluso.

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