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Kim Kardashian e la sua famiglia, pochissimi giorni prima della rapina.
FRANCIA
03.02.2021 - 13:300

Uno dei sequestratori di Kim Kardashian ha scritto un libro

Yunice Abbas, tra i responsabili della "rapina del secolo", racconta come andarono le cose nell'ottobre 2016

PARIGI - Giovedì 4 febbraio esce nelle librerie francesi "J'ai séquestré Kim Kardashian", il racconto di uno degli uomini che nell'ottobre 2016 sequestrarono a scopo di rapina la celebre reality star statunitense.

I fatti sono risaputi: una banda di malviventi sulla sessantina - che per l'occasione si erano travestiti da poliziotti - s'introdusse nell'hotel parigino dove Kardashian soggiornava (approfittando dell'assenza della guardia del corpo, che aveva accompagnato Kendall Jenner e Kourtney Kardashian in un club) e, dopo avere legato lei e l'assistente, fecero razzia di gioielli e oggetti preziosi, per un ammontare vicino ai nove milioni di euro. Un colpo che ebbe una risonanza mondiale e che fu ribattezzato "la rapina del secolo".

Ora Yunice Abbas, che attende di essere processato per quell'episodio, pubblica la sua versione dei fatti (già nota, peraltro, alla magistratura francese) e ha rilasciato a Closer qualche anticipazione. L'operazione sarebbe stata pianificata fin nel più piccolo dettaglio, raccogliendo il maggior numero d'informazioni possibili - anche grazie a dei sopralluoghi.«Cosa c'è di più rassicurante delle persone anziane, tanto pacifiche quanto anonime, per raccogliere più informazioni possibili sul posto?».

Abbas definisce «conciliante» l'atteggiamento di Kardashian, una volta capito che i rapinatori non avevano intenzione di farle del male. Prende anche un po' in giro la signora West: «Le nostre due fatali bellezze hanno insistito a lungo per chiamare il 911. Il numero di emergenza per la polizia degli Stati Uniti. Non molto efficace, quando sei a Parigi». Altro dettaglio curioso: durante la fuga lo smartphone di Kardashian si è messo a suonare, mettendo Abbas in agitazione. «Davanti ai miei occhi increduli, poi appare un nome sullo schermo luminoso», quello della cantante Tracy Chapman.

La banda, com'è noto, scappò in bicicletta e rischiò pure di perdere la refurtiva - che, a oggi, non è mai stata ritrovata.

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