Serena Campanini
Massimo Recalcati inaugurerà il festival con una lezione magistrale creata appositamente.
CANTONE
25.06.2019 - 06:010

Wor(l)ds Festival, gli infiniti mondi della parola

Dal 5 al 14 luglio il Parco Ciani sarà il luogo perfetto per stare insieme con gli amici e per arricchirsi con le piccole chicche studiate dagli organizzatori

LUGANO - Da venerdì 5 luglio Lugano diventerà un punto d'incontro di idee, esperienze e parole, non solo scritte ma anche cantante, declamate e impresse su pellicola. È Wor(l)ds Festival, una delle numerose proposte che compongono la variegata offerta di Longlake Festival. Varie le location della rassegna: il Boschetto, il Park&Read e la Darsena del Parco Ciani di Lugano, ma anche il Foyer Foce. Ne abbiamo parlato con colui che ha assemblato il programma di quest'anno, il direttore della Divisione eventi e congressi del Dicastero cultura, sport ed eventi Claudio Chiapparino.

Qual è il filo conduttore di questa edizione?
«Ogni anno si parte dal titolo in sé, dal gioco di parole in inglese tra “Words”, parole, e “Worlds”, mondi. L’idea è di non dare un’idea specifica e quindi diventare un festival letterario come altri: si vuole investigare il rapporto che ci può essere tra il significato della parola e la sua rappresentazione che può essere tradotta o interpretata in varie forme: un libro, un film, un’opera teatrale, una conferenza e così via. L’obiettivo è di dare forza evocativa alla parola, non solo quella letteraria».

Quali, invece, le principali novità?
«Quest’anno abbiamo incominciato con l’accorciare Wor(l)ds, non facendolo diventare una delle “experience” di Longlake che durano tutto il mese e rendendolo più un sulla linea di Estival, Buskers e così via. In questo senso l’offerta si concentra su una decina di giorni e segnalo le collaborazioni con la Casa della Letteratura, che ci ha proposto due incontri, e con l’Istituto di studi italiani dell’Usi: il professor Marco Maggi presenterà quattro ospiti non solo legati alla letteratura ma anche a musica, arte e quant’altro».

Wor(l)ds Festival inizierà con la lezione magistrale di Massimo Recalcati: come è nata questa collaborazione?
«È qualcosa che ci rende molto felici. Non viene a fare uno dei suoi classici interventi, ma terrà una lezione sul tema che gli abbiamo dato noi, spiegandogli su cosa è incentrato il festival. Quindi ci ha proposto lui il tema: “Allora faccio la lezione della parola”. Abbiamo fortemente voluto che fosse lui a inaugurare la nuova versione di Wor(l)ds: lui ci ha pensato qualche giorno ed è arrivato con il titolo, che è perfettamente coordinato con ciò che ci siamo prefissati di fare. Sono cose che danno molta soddisfazione».

Quali sono poi le altre collaborazioni?
«Ci sono quelle tradizionali con gli altri festival insubri e lombardi, come Terra e Laghi e il Festival del teatro e della comicità città di Luino».

L’evento più originale?
«Vogliamo far leggere “Novecento” di Baricco su una barca attraccata alla darsena nel parco».

C’è un incontro o un ospite che la incuriosisce particolarmente?
«Scorrendo il programma m’incuriosisce “Il deserto negli occhi. Un Tuareg tra noi”, l’incontro con Ibrahim Kane Annour e Andrea Fazioli. È molto interessante perché Kane Annour ha una visuale completamente diversa da noi, che abbiamo l’orizzonte pieno di cose: lui ha negli occhi la sabbia, tutt’intorno svariati conflitti e un mare che oggi non è per nulla bello. Discutendo con Fazioli, che verrà a presentarlo, ho acconsentito subito a prenderlo perché è veramente molto intrigante».

Un invito rivolto ai giovani: perché devono partecipare al Wor(l)ds Festival?
«Per usare un aggancio molto immediato: chi ha creato Lugano Marittima ha creato Wor(l)ds. Non bisogna pensare che gli incontri e le attività siano pesanti: il contesto è lo stesso, rilassato e perfetto per stare con gli amici. Vogliamo offrire delle cose che sono alla portata di tutti, con leggerezza - come se fosse Lugano Marittima, che ha l’obiettivo di far socializzare le persone - ma anche degli spunti di riflessione, delle piccole chicche. Si può passare anche solo un quarto d’ora, incuriositi da un tema e dall’altro, quindi penso che valga la pena approfondire e incontrare cose nuove».

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