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03.06.2019 - 06:220

AirPods 2 e Smart Battery Case: tutto molto bello, ma…

Da diversi mesi stiamo testando due nuovi accessori Apple: gli AirPods e la custodia con batteria inclusa per l’iPhone XS Max

LUGANO - Sono passati alcuni mesi da quando sono apparsi nei nostri negozi, li abbiamo testati a lungo e, uno di questi, lo abbiamo lentamente abbandonato. Scoprite quale.

AirPods - Dopo poco più di due anni Apple ha messo in commercio la seconda generazione delle sue cuffiette senza filo. Quando più di due anni fa Apple mise in vendita i primi AirPods gli scettici erano molti. Innanzitutto la forma un po’ strana, al tempo inusuale, e la sempre eterna critica alla stabilità delle cuffie nelle orecchie. Detto questo ci sembra però che il tempo ed il mercato abbiano decretato il loro successo. Guardandoci attorno è molto frequente incrociare qualcuno al quale spuntano dalle orecchie le ormai note stanghette bianche. Segno evidente che i punti forti hanno saputo imporsi anche a fronte del costo non proprio indifferente.

Le ultime critiche alla prima generazione sono arrivate più o meno in contemporanea con la commercializzazione del nuovo modello. Chi, come noi, si era deciso a passare agli AirPods sin da subito cominciava ad accorgersi che la batteria delle proprie cuffiette durava sempre meno. Un calo delle prestazioni molto evidente (soprattutto per coloro che ne fanno un uso quotidiano e che quindi hanno sottoposto le batterie a numerosi cicli di ricarica) che comprensibilmente ha fatto storcere il naso a molti. Da un lato chi sostiene che dato il prezzo di acquisto non è accettabile una durata di vita di soli due anni, dall’altro chi si rassegna davanti agli evidenti limiti tecnologici che giocano un ruolo non trascurabile. Salomonicamente ci poniamo nel mezzo difendendo entrambe le visioni e passiamo oltre: alla seconda generazione. 

Ma quali sono i vantaggi della seconda generazione? Tra gli aspetti più reclamizzati c’è sicuramente la custodia che si ricarica semplicemente appoggiandola su un caricatore ad induzione. Se il vostro mantra è “ogni cavo tagliato è un passo verso la libertà”, o qualcosa del genere, ma le vostre cuffiette non risentono ancora del calo di prestazione delle batterie sappiate che si può anche solo comperare la custodia wireless (89 CHF) da utilizzare con la prima generazione delle cuffiette. Siccome ad onor del vero i pregi della prima generazione sono ancora tutti lì, e ancora molto validi, non ce la sentiamo di consigliare il passaggio anticipato (rispetto alla durata di vita delle vostre AirPods) alla seconda generazione che di migliorie però ne serba altre.

Mettendo da parte la custodia (le nuove hanno il piccolo Led che si illumina per indicare la carica sulla parte frontale) e passando alle cuffie vere e proprie, la novità più importante si chiama chip H1. Rispetto al precedente chip migliora la gestione delle cuffie. In sostanza migliora di circa il 20% l’autonomia (per esempio Apple promette più di un giorno di ascolto con la custodia carica) e i tempi di connessione delle cuffie ai vostri dispositivi, anche quando passate, per esempio, da un iPhone ad un iPad o a qualunque altro dispositivo Apple. Le nuove cuffiette hanno anche un nuovo processore per la connettività Bluetooth 5.0.

Tutto molto bello, ma al lato pratico? Diciamo che volendo concentrarsi su questi aspetti si nota effettivamente un miglioramento, ma nella maggior parte dei casi i vantaggi riscontrati non ci sono sembrati rivoluzionari. Come dicevamo qualche riga sopra, se avete acquistato il modello precedente prima dell’uscita di queste nuove cuffiette sarete quasi sicuramente soddisfatti e non ci sembra indispensabile spendere i 229 CHF necessari all’acquisto della nuova generazione. Eventualmente prendete in considerazione l’upgrade della custodia (con il vantaggio di poter avere due custodie per ricaricare le cuffie e allungare ulteriormente la loro autonomia).

Smart Battery Case - Il nome è più complicato di ciò che in realtà è: una custodia con batteria di riserva incorporata. Partiamo da una considerazione: nella maggior parte dei casi la batteria integrata nell’iPhone XS Max che ci accompagna quotidianamente arriva a fine giornata senza bisogno di rabbocchi. Per lavoro o per diletto capita però che l’icona nell’angolo in altro a destra ci chiami all’ordine: “O mi ricarichi o tra un po’ ti abbandono!”. Parte così la caccia al caricatore o alla batteria di scorta. Con la nuova custodia in silicone risolverete gran parte dei problemi alla radice. 

Nei primi giorni di test ci siamo sforzati di non modificare il nostro utilizzo del telefono e la risposta è stata spesso sorprendente: a fine giornata la batteria del telefono indicava la piena carica, ciò vuol dire due cose: che tutto sommato abbiamo usato poco il telefono e che, in alcuni casi, si può pensare di passare due giorni senza dover ricaricare. Stando ad Apple la batteria da 1.369 mAh (supporta lo standard wireless Qi) garantisce un aumento di autonomia del 54%.

A cover inserita l’icona del telefono indica che la batteria è in carica, ciò vuol dire che non si può decidere quando attivare la riserva e quando invece usare la batteria del telefono, così come avviene quando si usano powerbank esterni. Sinceramente non ci sembra una questione davvero centrale. Dopo le prime settimane di utilizzo abbiamo invece cominciato ad apprezzare questo aspetto perché abbiamo affinato alcune strategie di utilizzo,  soprattutto partendo da una considerazione: con l’aggiunta della cover il telefono, che piccolo non è, diventa una mattonella decisamente scomoda per il peso complessivo e per le dimensioni.

L’esperienza ci ha portati ad affinare alcune strategie: cominciare la giornata con il telefono nella cover e il telefono nello zaino mentre si va al lavoro, il telefono nello zaino o sul tavolo per buona parte della giornata, e a fine giornata lavorativa (o nella pausa pranzo) togliere la cover e usare il telefono “nudo” che, oltre ad essere più bello esteticamente e molto più pratico da trasportare, avrà anche il 100% di carica per tutti i selfie e post che desiderare fare. I più scettici staranno pensando che possono fare altrettanto appoggiando il telefono al caricatore wireless mentre sono al lavoro. Ebbene sì, ed è per questo che alla lunga la cover in silicone è rimasta sul tavolo, mentre le AirPods continuano a macinare chilometri in bus e ore di utilizzo.

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