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30.05.2018 - 14:150

iPad 9.7: due passi indietro e due in avanti per diventare il migliore

«Questo nuovo iPad può essere la soluzione perfetta per la maggior parte delle situazioni e delle tasche»

LUGANO - Sono ormai passate diverse settimane da quando è stato presentato il nuovo iPad; lo abbiamo usato in lungo e in largo cercando, invano, di trovare dei difetti troppo grandi da farci cambiare idea rispetto alle primissime ottime impressioni. Procediamo però con ordine e scopriamo cosa, a nostro parere, rende il nuovo iPad 9.7 il migliore iPad sul mercato.

Il primo passo indietro è stato fatto sulle scelte hardware. La CPU di questo iPad è l’A10 Fusion a 64 bit con processore M10 integrato, Touch ID, il sensore di luce ambientale e il pacchetto di sensori che ne rilevano il movimento. Qualcuno dirà che il nuovo iPad è un iPhone 7 con la forma di un iPad classico, ed infatti l’hardware è quello, ma la realtà è diversa. È chiaro che i due modelli Pro (quelli da 10.5 e rispettivamente 12.9 pollici) grazie ai loro A10X Fusion sono decisamente superiori come potenza di calcolo e lo sono anche per quanto concerne lo schermo e la resa delle immagini. Come è normale che sia nei vari benchmark test i due iPadPro hanno sempre battuto il nuovo iPad. In sua difesa possiamo dire che nel normale utilizzo giornaliero (per intendersi giocare, guardare film in streaming, navigare, spedire email, leggere e prendere appunti) non è mai sembrato in affanno, nemmeno con le nuove applicazioni di realtà aumentata.

Il secondo passo indietro è stato fatto con lo schermo. Rispetto all’iPad 10.5 le dimensioni esterne sono leggermente inferiori sia per larghezza che per altezza (mentre il peso è invariato), lo schermo da 9.7 pollici costringe però ad avere dei bordi decisamente più larghi che conferiscono a tutto il dispositivo un aspetto un po’ datato. È decisamente più interessante il fatto che rispetto ai modelli professionali sono spariti il True Motion e il True Tone. Eliminando il True Motion la velocità con la quale lo schermo legge i movimenti delle dita, e dell’ApplePencil, è tornata ai normali 60 Hz (rispetto ai 120Hz dei modelli Pro), mentre l’assenza del True Tone ci costringerà ad accontentarci di uno schermo che non adatta il punto di bianco alla temperatura della luce ambientale. Sul reale peso della prima perdita torneremo in seguito, ma in merito alla seconda possiamo dire che si tratta di una perdita sopportabile. Certamente non auspicata, ma decisamente sopportabile. 
Il realtà ci sarebbe una terza differenza, l’assenza della laminatura dello schermo che nei modelli Pro elimina la distanza tra la parte superiore dello schermo e quella inferiore.

Il primo passo avanti si chiama ApplePencil. La tecnologia con la quale è costruita la matita della Apple le impediva la retrocompatibilità con i modelli di iPad non professionali. L’abbinamento iPad Pro e Apple Pencil era a nostro parere l’asso nella manica di Cupertino, l’accoppiata che, in un contesto professionale, poteva facilmente giustificare l’investimento non irrisorio nei due prodotti. L’impossibilità di utilizzare l’Apple Pencil con gli iPad “familiari” ci ha più volte frenati dal consigliare l’acquisto di un iPad non Pro. Ora il problema è stato finalmente superato. Ma come la mettiamo con il nuovo schermo? L’abbandono del TrueMotion compromette l’esperienza di utilizzo della ApplePencil? La risposta è semplice: no. Ricordiamo e ribadiamo che con gli iPad Pro si ha l’impressione di scrivere su un foglio elettronico. Il tratto è fluido e estremamente preciso, la punta della matita “tocca il foglio” grazie alla laminatura dello schermo che rende la distanza reale tra i due punti praticamente ininfluente sulla sensazione di utilizzo. Ma in questo modello la laminatura non c’è e, in effetti, alla prima esperienza ci siamo subito resi conto della differenza. Qualcosa era (ed è) cambiato, ma sostanzialmente solo per coloro che avevano provato l’esperienza con un iPadPro. Ne abbiamo avuto conferma chiedendo a dei colleghi che non avevano questa esperienza pregressa di provare ad utilizzare l’AppePencil sul nuovo iPad 9.7: il responso è stato ottimo e di grande stupore. A dirla tutta segnaliamo anche che la fluidità con la quale il tratto viene disegnato è inferiore rispetto ai Pro. Il tratto disegnato avanza a leggerissimi scatti, una differenza di cui non ci si accorge minimamente quando si scrive o si disegna anche perché la precisione, e quindi la qualità finale, è invariata.

Il secondo passo avanti è il prezzo. Le scelte hardware al ribasso hanno permesso di proporre un dispositivo competitivo ad un prezzo altrettanto competitivo (379.- per il modello da 32 GB di memoria e 489.- GHF per il modello da 128 GB di memoria). Considerando che in buona parte delle situazioni di utilizzo la differenza di prestazioni con i modelli professionali è quasi trascurabile (delle questioni minori parliamo brevemente in seguito) possiamo dire che la differenza di prezzo a vantaggio di questo modello è molto sensibile. Con l’iPad 9.7 (al quale va aggiunta la penna) a Cupertino sperano di poter riconquistare una parte consistente degli allievi e delle scuole che nel corso degli ultimi anni hanno virato sui prodotti più economici della concorrente Google. Una battaglia forse difficile da vincere, ma che ora a Cupertino sembrano in grado perlomeno di affrontare.

Avanti e indietro. Piccoli passi avanti e indietro sono stati fatti in questioni che riteniamo complessivamente meno importanti. Anche se la capiamo per ragioni economiche non ci piace la scelta al ribasso fatta con l’audio che rimane quello solo sufficiente dei modelli precedenti. È però vero che avendo uno spessore leggermente maggiore è stato possibile mantenere l’uscita jack per le cuffie, aspetto questo che probabilmente piacerà ancora a molte persone. L’assenza dello smart connector, per collegare le tastiere utilizzabili sui modelli Pro, non ci è piaciuta anche se può trovare un senso considerando il prezzo certamente non economico delle suddette tastiere. L’ApplePencil, a nostro parere indispensabile, rimane cara. Sembrerebbe però essere in arrivo la versione Logitech presentata in primavera assieme all’iPad. Se il prezzo in Svizzera non si discosterà troppo dai 49 dollari americani indicati al momento della sua presentazione potrebbe conquistare molti favori.

In conclusione possiamo dire che l’iPad 9.7, dimostrando che non è sempre indispensabile avere il massimo della potenza possibile per avere un prodotto di qualità, sottolinea e chiarisce ulteriormente il carattere professionale dei due iPad Pro. Colmando il vuoto che si era creato tra i modelli top e gli altri iPad, ci sembra che questo nuovo iPad possa essere la soluzione perfetta per la maggior parte delle situazioni e delle tasche.

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