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04.05.2018 - 20:350

Il primo iMac 20 anni fa: Jobs rivoluziona il Pc e salva la Apple

«Abbiamo disegnato l'iMac per dare ai consumatori ciò a cui tengono di più: l'eccitazione di internet e la semplicità del Mac»

LOS ANGELES - La rivoluzione del personal computer compie 20 anni. Era il 6 maggio 1998, infatti, quando Steve Jobs svelò al mondo l'iMac: un Pc colorato e "tutto-in-uno", destinato a cambiare l'aspetto delle scrivanie e a rilanciare Apple. Una svolta nella vita della Mela, che da qui in poi inizierà una risalita fino a diventare - grazie ad altri prodotti con la "i" davanti al nome - la società più ricca del Pianeta.

La differenza con i computer presenti sul mercato è evidente al primo sguardo. L'iMac abbandona il classico color beige per puntare su una plastica azzurra traslucida, che lascia vedere l'interno della macchina. Anche il design è diverso. Il Pc della Mela, senza spigoli, richiama gli anni Sessanta: le tv a tubo catodico dalle forme stondate, le macchine da scrivere variopinte e morbide della Olivetti. A pensarlo così è Jony Ive, designer inglese dalla cui matita sono nati l'iPod, l'iPhone e l'iPad, il MacBook Air e l'Apple Watch.

Sparisce la torre che racchiude le componenti del computer, così come le casse esterne. L'iMac tiene tutto al suo interno, e ha un maniglione per il trasporto nella parte alta della scocca. L'idea non è nuova. Anche il primo Macintosh, classe 1984, è un 'all-in-one' con maniglia, seppur squadrato e color crema.

Curiosamente quello è l'ultimo prodotto presentato da Jobs - con la scritta "Hello" sullo schermo - prima dell'uscita da Apple, mentre l'iMac è il primo dispositivo del suo ritorno e della sua seconda stagione a capo della Mela, e la scritta è "Hello again", ciao di nuovo.

Il ritorno di Jobs è salvifico per Cupertino che, grazie ad una ristrutturazione aziendale, passa da un rosso di 878 milioni di dollari nel 1997 a un utile di 414 milioni nel 1998. Negli ultimi tre mesi di quell'anno sono più di mezzo milione gli iMac venduti.

Il nuovo Pc debutta sul mercato il 15 agosto portando novità anche sotto il profilo tecnologico: il lettore di floppy disk va in pensione, mentre arrivano le porte Usb che a tutt'oggi conosciamo. L'iMac si rivolge ad un pubblico non solo professionale, grazie ad un prezzo non elevato per gli standard Apple dell'epoca: 1.299 dollari che scendono a 999 negli anni successivi, quando l'azzurro Bondi, ispirato ai mari australiani, lascia il posto a cinque tinte fruttate (mandarino, lime, fragola, mirtillo e uva).

Nel 2000 arrivano il bianco, il grigio, il rosso, e l'anno successivo la versione floreale e quella a pois. Tutto cambia nel 2002, quando l'iMac si trasforma in uno schermo sottile montato su una base semisferica.

"Abbiamo disegnato l'iMac per dare ai consumatori ciò a cui tengono di più: l'eccitazione di internet e la semplicità del Mac", dice Jobs in quel 6 maggio 1998. La "i" sta per internet, ma anche per individuale, istruire, informare, ispirare.

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